SEPARATI IN CASA, LA SOLUZIONE PEGGIORE

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Oronzo De Mita
Oronzo De Mita [Capogruppo Consiliare del PDL]

Doveva essere un momento di serenita’ ed e’ invece arrivato quello della massima confusione.
Castiglia vuole creare una alternativa al Centro-Destra in versione riveduta e scorretta, ma e’ impossibilitato per mancanza di seguito consiliare e popolare.
Ha deciso di rimanere nel “PDL” con lo scopo dichiarato di rompere le scatole a Martino Tamburrano e, non bastasse all’intera maggioranza che lo sostiene.
Peggio di cosi’ non poteva andare per il Sindaco e per tutta la coalizione di centro-destra.
Non e’ il caso di ripercorrere le tappe che in alcuni mesi hanno portato al terremoto politico.
Serve solo ricordare che le cause del dissidio interno sono due, uno di facciata e una psicologica.
Quella di facciata ha connotazioni nobili o comunque vendibili come tali:
Castiglia, a mio avviso e modesta interpretazione delle situazioni, da tempo non e’ piu’ di Centro-Destra, forse non lo e’ mai stato, ma un radicale autonomo che sogna un partito di Destra con molte idee di Sinistra o gradite alla sinistra, dalla quale egli (ed i suoi fedelissimi, pochi) ha bisogno di essere approvato, benedetto e considerato un degno interlocutore democratico, piu’ affidabile di Tamburrano.
La causa psicologica riguarda i rapporti personali tra “NINO” e “MARTINO” che non sono mai stati sempre eccellenti, tranne che per brevi e alternati periodi nei precedenti anni di mandato e che ora sono ridotti ad una reciproca antipatia ai limiti dell’insofferenza.

Probabilmente dietro lo strappo del Presidente del Consiglio Comunale c’e’ un gruppo di “PRESSIONE” con un unico sogno, quello di una massafra “detamburranizzata”.
L’obiettivo e’ estrometterlo dalla scena politica aprendo una strada a una “leadership costituente” capace di coagulare le forze moderate formando una “NUTRITA” e “ASSORTITA” squadra di addetti alla spinta. Una compagnia di “PERDENTI DI SUCCESSO” pronti a tentare l’assalto alla fortezza del PDL ed offrire una sponda per “liberare chi si sente prigioniero dall’altra parte”.

Presidente Consigliere Castiglia, non sarai certo tu o i tuoi adepti che fara’ ”ballare” Tamburrano, lo si e’ visto in tutte le elezioni, e’ un osso abbastanza duro.
Difficile che Tamburrano assista senza reagire alla guerriglia del suo antagonista interno. Certamente sara’ una partita molto dura, ma la storia della politica sia Nazionale che Locale di questo ventennio lo ha dimostrato, sa essere creativa e beffarda.

Detto questo ricordo altresì che la Presidenza del Consiglio è attribuita ad un Consigliere Comunale, nominato, nella prima seduta del consiglio, tra i consiglieri eletti, e può essere revocato, con le stesse modalità di elezione così come prevede lo statuto comunale all’art.35.
Chiarito quest’aspetto, io non stò chiedendo la revoca del Presidente, ma stò dichiarando di non riconoscermi più nella  sua veste di Presidente del Consiglio Comunale, nonostante il mio contributo a renderlo tale, a causa di un atteggiamento incoerente e incompatibile con il ruolo istituzionale “super partes” che un Presidente del Consiglio, dovrebbe attuare come sua prima responsabilità.
Si tratta di una determinazione adeguatamente motivata e che pone in luce la effettiva violazione di regole comportamentali connaturate alla carica di garante della corretta dinamica politico-amministrativa dell’ente comunale.
Questa neutralità, proprio perché inserita nella dialettica politica dell’azione di governo locale, ben potrebbe prestarsi ad una valutazione in termini di “fiducia politica”, intesa, ovviamente, non come adesione alla linea politica della maggioranza consiliare, ma come capacità di consentire il pieno e corretto dispiegarsi delle opzioni emerse all’interno delle istituzioni comunali.
In questo contesto, addebito al Presidente Castiglia l’assunzione di comportamenti volti ad incidere, con forte peso, sulla dialettica del consiglio, attraverso dichiarazioni e condotte che mettono in discussione il ruolo garantistico proprio della figura del presidente.
In questo senso, appaiono particolarmente gravi la dichiarazioni rese dal Presidente Castiglia sia in conferenza stampa che ai giornali e ampiamente diffusa dalle tv e dalla stampa, nella quale l’interessato affermava, proprio nella qualità di Presidente del Consiglio Comunale: “per il ruolo istituzionale che ricopro, sento l’obbligo di distanziarmi dal sindaco e dalla sua maggioranza”.
Ugualmente grave e sintomatico del venir meno di un ruolo equidistante dalle posizioni politiche in campo risulta che nei comizi durante la campagna elettorale annunciava  che partiva da lui il nuovo centro destra a Massafra in alternativa all’amministrazione Tamburrano.

I comportamenti appena riassunti sono effettivamente idonei a minare la fiducia del consiglio nella capacità del presidente a svolgere correttamente e imparzialmente il proprio ruolo.
E’ forse vero che queste condotte potrebbero essere valutate in modo diversificato, sulla base della particolare sensibilità dell’assemblea consiliare.
Ma ciò non significa affatto,  che il Presidente del Consiglio goda di una posizione di stabilità assoluta o quasi assoluta, che lo porrebbe al riparo dalla revoca.
L’unica certezza e’ che il Presidente del Consiglio Comunale , per dimostrare di non essere “morto politicamente”, sta’ provando a rendere difficile la vita al Sindaco Tamburrano.
Pertanto e concludo, se il Presidente Castiglia deve continuare a fare questo tipo di politica di livelllo mediocre in contrasto con una maggioranza deve dimettersi dal ruolo Istituzionale di Presidente del Consiglio Comunale e svolgere il ruolo di Consigliere Comunale unico compito che gli spetta in quanto eletto a tale carica.

Oronzo DE MITA

[Capogruppo Consiliare del PDL]

La città rinnova la sua fede nella Madonna della Scala

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Le Chiavi della Città alla Madonna della Scala

Domenica 2 maggio p.v., alle ore 11,30, in Via Vittorio Veneto – angolo Viale Marconi, la Comunità Cattolica e la Municipalità rinnoveranno il Patrocinio alla Madonna della Scala, affidandole le simboliche “Chiavi della Città”.

Il sindaco Martino Tamburrano consegnerà le “Chiavi della Città alla Madonna della Scala” e rinnoverà, a nome di Massafra, l’invocazione alla Beata Vergine Maria, affinché continui a proteggere ed a preservare il popolo massafrese ed il suo territorio.

Il vescovo della Diocesi di Castellaneta, Mons. Pietro Maria Fragnelli, con la sua presenza sancirà solennemente l’importanza del rito.

La protezione della Madonna della Scala risale al 1743 quando in occasione di un devastante terremoto che colpì duramente molte località dell’Italia meridionale, Massafra fu graziata. Il popolo massafrese, attribuendo lo scampato pericolo all’intercessione della Madonna della Scala, la invocò come sua protettrice e ne chiese il riconoscimento al Papa che lo accordò nel 1776.

Il corteo civico di domenica prossima muoverà da Piazza Garibaldi alle ore 11, per raggiungere la Insigne Collegiata di S. Lorenzo, dalla quale, congiuntamente al vescovo ed alle Confraternite, si avvierà lungo Via Vittorio Veneto per l’incontro con il simulacro della Madonna proveniente dall’omonimo Santuario.

Il rito della consegna delle “Chiavi della Città” è un intreccio di fede, devozione e tradizione popolare.

In considerazione dei suddetti festeggiamenti, la circolazione stradale nei giorni 1, 2 e 3 maggio pp.vv. subirà alcune variazioni. Pertanto tutti gli automobilisti sono invitati a prestare la massima attenzione alla segnaletica opportunamente predisposta dal Comando di Polizia Municipale.

Celebrata la Ricorrenza del 25 aprile 2010

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65° Anniversario della Liberazione
65° Anniversario della Liberazione [foto L. Serio]

“La ricorrenza odierna non è solo occasione per ricordare a tutti noi i fatti fondanti la storia della nostra Patria, ma rappresenta anche un momento per costruire una condivisione nazionale e una coscienza identitaria”.
Con queste parole il sindaco Martino Tamburrano, ieri sera, ha aperto il suo discorso commemorativo sull’importante appuntamento del “25 Aprile”. Il corteo cittadino, dopo essersi formato presso la casa comunale ed aver percorso
Corso Italia, è giunto in una affollata Piazza Vittorio Emanuele per la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti. Erano presenti: autorità civili e militari, l’Associazione Carabinieri, l’Associazione Marinai d’Italia, la Sezione Combattenti e Reduci, la Sezione Invalidi e Mutilati di Guerra, l’ANMIL, la Società Operaia, l’ARVM Protezione Civile di Massafra, il Gruppo M.A.S.C.I., rappresentanze di alunni, accompagnati da Dirigenti e professori, delle Scuole: Media “A. Manzoni”, Media “N. Andria”, Elementare “E. De Amicis”, I.T.A.S. “C. Mondelli” e I.T.I.S . “E. Amaldi”.

Il sindaco Tamburrano nel corso del suo intervento ha detto: “Difendiamo la Costituzione, non da qualcuno, ma per qualcosa, per quel sentimento nazionale unitario che dopo 65 anni appare maturo e pronto a sbocciare nelle nostre case, nei luoghi di incontro giornaliero, nei posti di aggregazione”. Il primo cittadino ha affidato il suo messaggio di chiusura a Don Surzo: “i popoli sotto dittatura anelano alla libertà; se manca tale anelito cessa il senso della personalità, il desiderio del progresso, il valore dell’iniziativa. I popoli che tendono a progredire, si affermano nella libertà e per la libertà”.
L’orchestra della Scuola Media “A. Manzoni” ha chiuso la partecipata cerimonia con una applaudita esibizione musicale.

Al via e-mail certificata, stop a file per documenti

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www.postacertificata.gov.it
www.postacertificata.gov.it

Possono richiederla 50 mln maggiorenni, ha valore raccomandata

ROMA – E’ partito questa mattina, con la prima iscrizione del ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, il servizio di Posta elettronica certificata (Pec), con valore legale di raccomandata con ricevuta di ritorno, che consente a quasi 50 milioni di italiani maggiorenni di comunicare con la Pubblica amministrazione.

“Un mondo nuovo” ha spiegato Brunetta incontrando i giornalisti “che permetterà ai cittadini un risparmio di tempo e denaro” nella richiesta di informazioni e certificati a vari uffici (dall’anagrafe al catasto, alle Asl), per il momento solo in forma libera perché “per quella in bollo non siamo ancora pronti”. La Pubblica amministrazione sarà “più efficiente” e ci sarà “un gran risparmio di carta” ha aggiunto. Il servizio “PostaCertificat@” è realizzato da Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom: all’iscrizione del ministro negli uffici postali di piazza San Silvestro, nel centro di Roma, erano presenti il presidente di Telecom, Gabriele Galateri di Genola e l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi. Dopo una breve e semplice iscrizione via web, trascorse 24 ore ed entro tre mesi (ma per Brunetta è stato immediato) occorre andare – con documento d’identità usato per la registrazione e codice fiscale più una copia – in uno dei 6.100 uffici postali abilitati al servizio, per l’identificazione e la firma sul modulo di adesione. Entro quest’anno il ministro spera che siano attive dieci milioni di Pec, che “richiede uno-due anni per essere totalmente implementato”.

Due milioni di liberi professionisti l’hanno attivata a partire dal novembre scorso e quasi un milione le imprese hanno già una Pec. Obiettivo di Brunetta è che tutta la Pubblica amministrazione dialoghi via web. Nei prossimi mesi saranno disponibili altri servizi, a pagamento, come la firma digitale tramite smart card. Il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane (mandataria), Telecom Italia e Postecom si è aggiudicato la gara per il servizio di comunicazione elettronica certificata tra Pubblica amministrazione e cittadino – indetta dal ministero – per quattro anni. Per aiutare P.A. e Poste a utilizzare la Pec ci saranno 2.500 agenti Telecom, ha detto Galateri ricordando che “un euro investito in Information Technology ne produce 1,5 di Pil e che Pec e banda larga sono essenziali per creare un ecosistema digitale”.

Oggi il 90% della popolazione ha la banda larga e “siamo al lavoro a livello regionale per svilupparla. Perché la Pec funzioni ci vuole la banda larga”. Sarmi ha sottolineato che “é la prima realizzazione di e-government di tale portata” aggiungendo che al momento i servizi disponibili sono gratuiti ma altri facoltativi verranno offerti a pagamento”.

[ANSA]

“25 APRILE 2010” 65° Anniversario della Liberazione

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25 Aprile 2010

Domenica 25 aprile p.v., la Città di Massafra, nella ricorrenza del 65° Anniversario della Liberazione d’Italia, organizza una cerimonia per ricordare il sacrificio di tanti concittadini che lottarono per l’indipendenza, l’unità e la libertà del Nostro Paese.
Il programma della manifestazione prevede:
- alle ore 18,45 raduno in Piazza Garibaldi, formazione del Corteo e avvio verso il Monumento ai Caduti, in Piazza Vittorio Emanuele;
- alle ore 19,00 deposizione Corona di Alloro al Monumento ai Caduti e discorso commemorativo.
Alla manifestazione interverranno: la Giunta e il Consiglio Comunale, le Associazioni combattentistiche e di volontariato, i rappresentanti delle Forze Armate e delle Scuole di Massafra.

DIREZIONE NAZIONALE: Il documento finale

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Direzione Nazionale Documento Conclusivo

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.

Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate  all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.

Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6.  ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.

Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.

Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.

In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.

Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.

Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.

I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.

In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.

Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non  “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante  dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.

Realizzazione Fogna Bianca in Corso Roma

Lavori Pubblici, Massafra 0 Commenti
Realizzazione Fogna Bianca in Corso Roma [foto Luigi Serio]
Realizzazione Fogna Bianca in Corso Roma [foto Luigi Serio]

Da lunedì 19 a venerdì 30 aprile 2010, avranno luogo i lavori di completamento della  rete di “fogna bianca” in Corso Roma.
Pertanto si renderanno necessarie alcune variazioni alla viabilità stradale per consentire in tutta sicurezza  l’esecuzione dei citati lavori.
Dalle ore 7 alle ore 18,00, secondo le varie fasi di lavoro, sarà vietata la sosta e il transito veicolare.
La circolazione su Corso Roma, nel tratto compreso tra Piazza Vittorio Emanuele e  Via Lazzaro, sarà così regolamentata:
a) divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e agli autobus delle linee urbane ed extraurbane (quelli provenienti da Sud di Viale Magna Grecia, saranno deviati su Via dello Stadio); tutti gli altri veicoli diretti a Corso Roma, provenienti da Viale Magna Grecia e Piazza Vittorio Emanuele, secondo le varie fasi dei lavori, saranno deviati nelle traverse non interessate;
b) realizzazione nei tratti interessati dai lavori di un percorso pedonale idoneo a salvaguardare l’incolumità dei cittadini attraverso idonea segnaletica con l’indicazione del passaggio pedonale a sinistra e/o a destra.

Tutti gli automobilisti sono invitati a prestare la massima attenzione alla predisposta segnaletica.

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