CHIATONA: Lavori per l’impianto fognario e rotatoria all’ingresso fra via del Ginepro e via dell’Oleandro

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Estate. Tempo di vacanze. E per noi massafresi, la spiaggia d’approdo per quel turismo stanziale mordi-e-fuggi è sicuramente Marina di Chiatona, bella e impossibile. Bella perché ha un arenile da far invidia alle più rinomate spiagge romagnole o della costa salentina, con la sabbia color d’oro che si estende a perdita d’occhio. Anche l’acqua, correnti permettendo, si presenta cristallina, con fondali verdeggianti. Impos­sibile perché, a distanza di anni, dopo l’incessante sviluppo dell’edilizia residenziale, permangono problemi di natura infrastrutturale e strutturale, anche se qualcosa di recente si è mosso.

 

«Dopo tante pressioni, dopo tante pratiche burocratiche espletate, qualcosa si sta vedendo – esordisce Onofrio Ripoli, presidente del comitato locale Pro Chiatona, e portavoce degli interessi di una comunità di residenti e villeggianti dell’amena località balneare – Il Comune di Massafra ha ricevuto dall’ATO i fondi per il completamento dell’impianto idrico e della fogna, che noi riteniamo importantissimi per la qualità della vita nella marina. A breve dovrebbero partire i lavori, e per questo va un plauso all’Amministrazione Comunale di Massafra che si è impegnata, con i suoi tecnici, alla risoluzione di questo annoso problema. Ma a monte c’è un enorme scoglio da superare: la messa a norma dell’impianto di depurazione delle acque che insiste dalla parte di Palagiano, e quindi di competenza dell’altro comune di competenza per Chiatona».

L’impianto di depurazione delle acque che dovrebbe servire tutte le marine massafresi è andato in tilt con le ultime alluvioni e adesso si è alla ricerca di fondi per la messa a norma della stessa struttura. «A maggio era stata indetta un incontro fra ATO, Acquedotto e comuni interessati, ma è saltato – continua Ripoli – Adesso chiediamo al Prefetto di istituire una conferenza di servizi, per trovare una soluzione al proble­ma depuratore. Una marina cosi antropizzata come quella di Chiatona non può svilupparsi, se ancora permangono problemi di smaltimento dei reflui urbani, non ci si può affidare all’iniziativa dei singoli privati che, anche per quest’anno fanno affidamento a fosse Imof o ad autospurghi. Così non c’è possibilità di sviluppo di quel turismo a cui ambisce Chiatona».

 

Qualcosa si è mosso, dicevamo. Oltre al via libera con il reperimento dei fondi per la fo­gna, concessa per un quinquennio l’area che insiste in via del Ginepro agli Scout e al Masci. In più la Regione ha dato l’ok per asfaltare quel tratto della stessa via, trafficatissima d’estate. La bitumazione ver­rà fatta con materiali ecocompatibili e che facilitino il drenaggio delle acque. Possono tirare un sospiro di sollievo tutte quelle famiglie che hanno dimora in via del Ginepro e che hanno “respirato polvere” per circa un decennio al passaggio delle auto. «Nell’area data in gestione agli scout verrà celebrata una messa ogni domenica pomeriggio alle 19,00, grazie all’accordo con la Vicaria di Massafra – aggiunge Onofrio Ripoli – Sabato 1 agosto ci sarà la visita di S. E. mons Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Castellaneta».

 

Come sara questa stagione estiva per Chiatona?

«Ci aspettiamo un turismo legato ai flussi localistici, di famiglie che dedicheranno il loro tempo libero al mare soltanto per i fine settimana. La crisi si fa sentire anche nel comparto turistico. Ci saranno più famiglie che sceglieranno Chiatona perchè è la più vicina spiaggia attrezzata rispetto a Massafra e per i bassi costi che offre ai villeggianti -informa Ripoli – Di buono c’è da sottolineare che l’Amministrazione ha raddoppiato le linee urbane dei bus che raggiungono Chiatona e spostato il capolinea a piazzale Tarassaco, di fronte a Lido Impero. Il traffico dovrebbe essere così alleggerito e la viabilità migliorata, anche grazie alla rotatoria che a breve verrà realizzata all’ingresso di Chiatona e che regolamenterà l’accesso fra via del Ginepro, via dell’Oleandro e la bretella che immette sulle complanari. C’è an­che il servizio dei vigili urbani che presidia la marina. Restiamo in attesa di vedere gli sviluppi del Piano delle Coste, recentemente varato e che interessa la marina per quanto riguarda il lungomare».

L’Amministrazione ha varato anche l’operazione del recupero dei rifiuti ingombranti da Chiatona, e l’area è stata tappezzata di ma­nifesti con il numero telefonico della ditta chiamata al recupero, ma ancora oggi si notano vecchi elettrodomestici lasciati vicino ai cassonetti.

«Deve ancora migliorare il senso civico di alcuni residenti – replica Ripoli – Ma va già meglio rispetto agli scorsi anni. Adesso è in corso la disinfestazione. Avverrà nei giorni di lunedì, mercoledì e venerì, nelle ore notturne, grazie ad operatori locali con fondi dell’Amministrazione Provinciale. Noi non chiediamo feste e festicciole, anche se collocare qualche momento di svago a Chiatona di Massafraestate non sarebbe sbagliato, chiediamo attenzione per quelli che sono problemi che, con la collaborazione di tutti, possono essere risolti in tempi brevi». Le mareggiate di quest’inverno ha portato via una fetta dell’arenile. Urgono provvedimenti da parte delle Autorità, prima che si verifichi quel che accaduto per molte spiag­ge dell’Adriatico.

Anche se con qualche fila di ombrelloni in meno, Marina di Chiatona ha una sua vocazione. Turismo per le famiglie. E in questa direzione si stanno concentrando gli sforzi degli operatori che offriranno i loro servizi per la stagione 2009 a beneficio dei tanti che approderanno fra i “Bagni” della bella e im­possibile Chiatona.

 

Antonio Dellisanti [La Voce di Massafra]

Gli aiuti per le famiglie e le imprese

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Un decreto per il rilancio. Lo ha approvato il consiglio dei ministri. Un decreto che prepara il terreno alla ripresa, e – sotto certi aspetti – la favorisce e la sostiene.

 

People first

Ancora una volta, il governo mantiene fermo l’impegno di mettere le persone avanti ad ogni cosa. People First, ha ricordato il presidente del Consiglio. Non a caso, il provvedimento approvato dal consiglio dei ministri pensa in primo luogo alle fasce meno fortunate della popolazione.

Social card

Viene allargata la platea dei contribuenti che possono accedere alla social card.

Bonus fiscale

Così come viene aumentato il numero delle famiglie che potranno beneficiare dei bonus fiscali per i figli. Fino a ieri il bonus era riconosciuto solo a chi aveva figli sotto i tre anni d’età; oggi a chi ha bambini fino a 7 anni d’età.

Aboliti i ticket sulla specialistica

Per quanto riguarda la sanità, sono aboliti i ticket sulla medicina specialistica e sono previsti «specifici interventi per le Regioni in grave stato di disavanzo» e «incisivi interventi di contrasto alle frodi in materia di invalidità, nonché un tetto alla spesa farmaceutica».

 

Per le imprese

Ma soprattutto, il decreto punta a sostenere le imprese, le più dinamiche potranno approfittarne per agganciare meglio la ripresa quando questa si manifesterà tra 6-8 mesi: come indicato dai principali centri di ricerca economica, nazionali ed internazionali.

Detassati gli investimenti

Alle imprese viene detassato al 50% l’investimento finanziato con gli utili reinvestiti.

Modifiche alla cassa integrazione

Ma viene anche riconosciuto l’ammontare della cassa integrazione per i dipendenti che non vengono allontanati dal posto di lavoro. Si tratta di un bonus innovativo che ha l’obbiettivo di far restare in azienda quelle professionalità che torneranno utili al momento della ripresa.

Per avviare un’attività in proprio

Ed ancora. Se un lavoratore dovesse andare in cassa integrazione potrà scegliere due strade: incassare l’assegno mese dopo mese; oppure, farsi dare l’intero ammontare del suo assegno ed utilizzarlo per avviare un’attività in proprio.

Sblocco degli investimenti

Altro aspetto della strategia del governo in chiave anti-crisi è la conferma degli investimenti. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha infatti sbloccato una serie di finanziamenti immediatamente attivabili, così da colmare il gap infrastrutturale del paese. E nel decreto è ribadita la possibilità di nominare commissari proprio per accelerare gli investimenti.

Tamburrano: “Florido ha vinto, ma la mia amministrazione è solida”

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Elezioni provinciali e situazione comunale, il sindaco replica a Florido e a Mazzarano

 

MASSAFRA – “Nessuna crisi. Si va avanti”. Martino Tamburrano, sindaco di Massafra, risponde così alle dichiarazioni lanciate dal palco il giorno prima da Michele Mazzarano, vicesegretario regionale del Partito Democratico, che all’indomani della vittoria in Provincia aveva invitato il primo cittadino a rivalutare la posizione della sua maggioranza. Invece il consigliere provinciale del Pdl rispedisce al mittente il messaggio, come se nulla fosse, perché per lui nulla è stato: “Onore al merito – dice – Florido ha vinto. È venuto a Massafra a ringraziare, ma credo che il merito di questa attenzione sulla nostra città l’abbia creato io, con una campagna elettorale volta a pretendere voce in capitolo per una città che vuole risposte alle tante richieste”.

 

Per Tamburrano non si è trattato di una sconfitta, anzi: “Il Pdl a Massafra ha vinto, eleggendo in maniera chiara al primo turno due consiglieri provinciali, cosa che non era mai accaduta. Chi fa certe dichiarazioni dopo il secondo turno mi fa pensare che non sappia fare politica”. Però il secondo turno ha premiato il Pd, e Tamburrano ne ha la spiegazione: “Il secondo turno è stato condizionato da basse percentuali al voto, e soprattutto credo debba ringraziare ancora la città. Quel voto è stato il rigetto dell’accordo tra Pdl e Cito. Non si può dire alla gente di dimenticare quello che si era detto una settimana prima. Votando così i cittadini hanno salvato l’onore della città”.

 

Punta il dito sull’accordo Pdl – Cito, al quale era stato contrario, obbligato ad accettarlo: “Sono un uomo di partito. Ho fatto la mia campagna elettorale. Sono abituato ad essere molto coerente. Oggi prendo atto che Rana non ha vinto e che le responsabilità vanno ricercate”. Chiede impegno a Florido, tendendo una mano e richiamandolo su alcuni temi: “Ora speriamo che Florido sostenga finanziariamente il nostro carnevale e il nostro palio, che si accorga delle nostre Strade Provinciali dissestate, che si accorga delle necessità e dello stato delle nostre scuole, come l’Amaldi, la scuola d’arte, il cantiere del Liceo, l’istituto Agrario ed altre. Rivogliamo il Paisiello a Massafra, perché vi studiavano 50 nostri studenti. Se lui lo riterrà sarò il suo collaboratore più vicino in qualità di sindaco e di consigliere provinciale. La mia opposizione sarà rigida ma leale, di confronto alto e di scontro garbato, se sarà necessario”. Contento, comunque, per il risultato politico. Massafra ha quattro consiglieri provinciali. Una mentalità che sta cambiando: “La politica a Massafra ha oggi il merito di aver attratto le attenzioni provinciali, regionali e nazionali su di se. Credo che finalmente quello che avevamo detto qualche anno fa si sta avverando. Massafra sta crescendo culturalmente, socialmente e anche politicamente. Credo molto nel dibattito politico, se questo porta ad una crescita della città”.

 

Risponde a Mazzarano, senza escludere discussioni interne alla maggioranza: “L’amministrazione è solida. Ha lavorato bene e continua a farlo. Tutto quello che si fa lo si fa nell’interesse della città. Il centrodestra dibatterà sul voto espresso dalla città. Dobbiamo riorganizzare il partito, individuando il segretario cittadino ed un direttivo responsabile dei vari dipartimenti. Se c’è qualcuno che ha lavorato male si percepirà nella maggioranza. Le valutazioni verranno fuori dalla riunione di maggioranza, nella quale inviterò i rappresentanti della Dc e della Lista Tagliente. Poi c’è la disponibilità a portare avanti il programma di Fedele e Lasigna”. Annuncia la prossima battaglia: “La riapertura dell’ospedale”.

 

Graziano Fonsino [Corriere del Giorno]

BERLUSCONI A ”CHI”: Da Veronica all’inchiesta di Bari

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Ti proponiamo l’intervista di Silvio Berlusconi ad Alfonso Signorini, direttore del settimanale “Chi” 

 

Presidente, partiamo dall’inchiesta di Bari. Lei conosce Patrizia D’Addario?
“Non ne ho alcun ricordo. Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso”.

 

Non si era reso conto che potesse essere una prostituta d’alto bordo che voleva tenderle una trappola?”
Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia”.

 

Ha mai pagato una donna perché restasse con lei?
“Naturalmente no. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c’è il piacere della conquista”.

 

Ha detto che non ricorda il viso di Patrizia D’Addario. Ricorda, invece, Lucia Rossini e Barbara Montereale?
“Incontro ogni giorno decine e decine di persone per le ragioni e le occasioni più diverse. Non voglio far torto a nessuno, ma è evidente che non posso ricordarle tutte”.

 

Come ha conosciuto Gianpaolo Tarantini? Che cosa pensa ora di lui?
“L’ho conosciuto la scorsa estate in Sardegna e mi è stato presentato come un imprenditore serio e stimato. So che in Puglia è conosciuto e stimato da molti. Non avevo mai saputo di inchieste giudiziarie che lo riguardassero. Ora che è al centro di un’indagine penso che per lui, come per ogni cittadino coinvolto in un’azione giudiziaria, debba valere la presunzione di innocenza. Sono un garantista e per questo sospendo ogni giudizio”.

 

Non trova insolito che gli ospiti di Palazzo Grazioli non vengano controllati dagli uomini della vigilanza?
“Nessuno dei miei ospiti è mai stato sottoposto a una perquisizione personale. Se poi qualcuno abusa della mia cortesia e della mia buona fede e viola la mia privacy, questo è un comportamento che squalifica lui, non me”.

 

A proposito di privacy, c’è chi pensa che sia molto strano che il fotografo Antonello Zappadu abbia potuto lavorare indisturbato per tanto tempo attorno a Villa Certosa, la sua residenza in Sardegna, senza che i servizi segreti se ne accorgessero. Lei che risposta si è dato?
“Penso che i servizi segreti siano stati occupati in cose più serie delle foto di Zappadu”.

 

Ritorniamo all’inchiesta di Bari. Chi c’è dietro questa inchiesta secondo lei?
“C’è qualcuno che conosceva molto bene la data delle elezioni a Bari e che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D’Addario”.

 

La famosa “scossa” di D’Alema si riferiva secondo lei a questa inchiesta?
“È a lui che deve chiederlo. Un leader politico normalmente non si occupa di pettegolezzi e di dicerie. Si occupa, invece, di cose concrete”.

 

Francesco Cossiga sul «Corriere della Sera» la esorta a non chiedere scusa a nessuno: secondo lui il privato non influisce sulla vita pubblica. Cosa gli risponde?
“Ringrazio il mio caro amico Cossiga per il suo intervento a mio sostegno. In effetti, io non ho nulla di cui dovermi scusare con nessuno. Non c’è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare. Sono, invece, in tanti, dagli editori ai direttori dei principali quotidiani italiani, che debbono vergognarsi e che dovrebbero scusarsi con me”.

 

Lo faranno secondo lei?
“Non lo faranno, certo. Ma alla fine di questi miserevoli attacchi si ritroveranno con meno credibilità e con meno lettori”.

 

Silvio Berlusconi guiderà il G8 dell’8 luglio?
“Se non defungo prima…” (intanto fa gli scongiuri, ndr).

 

Passiamo al suo incontro con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Un bilancio?
“Molto positivo. Il presidente Obama è persona di grande lucidità, concretezza, simpatia e sense of humour. Ci siamo trovati subito bene insieme. E questo non soltanto perché Stati Uniti e Italia sono da sempre vicini, hanno gli stessi valori, hanno la stessa visione dei principali problemi internazionali, ma anche perché Barack Obama e io abbiamo in comune la stessa cultura del fare, della concretezza”.

 

Quanti saranno i detenuti di Guantanamo che arriveranno in Italia e dove saranno accolti?
“Tre per cominciare. Poi vedremo, in sintonia con gli altri Paesi europei. La decisione su dove accoglierli la assumeranno le autorità di pubblica sicurezza”.

 

Il terremoto in Abruzzo. Perché la ricostruzione procede lentamente?
“Lentamente? Vorrà scherzare. Mai in Italia, e nemmeno nel mondo, si è data una risposta così tempestiva a un’emergenza così grave. Ce lo riconoscono tutti. Entro il 30 novembre quindicimila persone avranno una casa vera, confortevole e addirittura ammobiliata. Le famiglie che usufruiranno di queste case ritorneranno nelle loro vecchie abitazioni quando saranno ricostruite a spese dello Stato. E i nuovi appartamenti diventeranno dei “campus” per gli studenti dell’Università dell’Aquila, che potrà offrire così agli studenti che verranno da tutto il mondo un’ospitalità unica e fantastica”.

 

Ritiene che certa stampa stia strumentalizzando anche il disagio dei terremotati?
“Trovo vergognoso che certa stampa riesca a strumentalizzare persino il disagio e le attese delle vittime del terremoto. Gli italiani hanno dato una grande risposta di civiltà, di unità e di compostezza di fronte alla tragedia del terremoto. Mi piacerebbe che anche la classe politica e la stampa fossero all’altezza del Paese che le esprime”.

 


Si è mai chiesto cosa accadrà al Pdl dopo di lei? Chi è potenzialmente il suo erede?
“Solo i monarchi hanno eredi. Io non sono un monarca, non ho ricevuto investiture se non dalla gente. Sono convinto che il Pdl sarà l’asse portante della politica italiana del XXI secolo, come lo sono stati la Destra storica o la Democrazia cristiana in altre stagioni politiche. E i leader nasceranno, come avviene sempre in politica, sul campo e dal consenso della gente”.

 

Vorrei toccare un tema sul quale lei non si è mai espresso apertamente. Quello di sua moglie Veronica. Molti sperano ancora in una vostra riconciliazione. C’è qualche possibilità che ritorniate a vivere insieme?
“È stata una ferita molto dolorosa. Non so se il tempo potrà rimarginarla. Quello che è certo è che la nostra è stata una grande storia d’amore. E le vere storie d’amore non si cancellano mai”.

 

La separazione da sua moglie ha messo in crisi anche i rapporti tra lei e i vostri figli, Barbara, Eleonora e Luigi?
“Il rapporto che mi lega a loro è più forte di prima. Il dolore per il fango che hanno provato a gettarci addosso ci ha unito ancora di più. La risposta di tutti i miei figli di fronte alle incredibili affermazioni del leader dell’opposizione (Dario Franceschini aveva chiesto pubblicamente agli italiani: “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?”, ndr) è stata per me la più grande gioia da molto tempo a questa parte”.

 

Come hanno reagito i suoi figli di fronte a questa separazione?
“Come ogni figlio. Con dolore, ma anche con rispetto per entrambi i genitori. Hanno confermato di essere ragazzi splendidi, hanno dato prova di grande sensibilità e maturità”.

 

La vediamo in queste pagine in foto privatissime accanto ai suoi nipoti. Pare esserci un grande feeling tra voi.
“Fare il nonno è bellissimo. In un certo senso è perfino meglio che fare il genitore. C’è la stessa dolcezza, ma ci sono meno responsabilità. Ci si può permettere di viziare un nipotino come non si è mai potuto fare con i figli. Tanto ci pensano i genitori a far loro rispettare le regole”.

 

Anche Alessandro, il figlio di sua figlia Barbara, ha doti canore, a giudicare da un’immagine di questo servizio…
“In effetti ha molto senso musicale. Conosce e canta decine di canzoni. La sua sensibilità per la musica, che naturalmente incoraggio in ogni modo, mi fa dire: ’Tutto suo nonno’”.

 

Come convive Berlusconi nonno con il Berlusconi Superman?
“L’idea di avere un nonno Superman piace moltissimo ai miei nipotini, li affascina. Gabriele e Silvio, i figli di Marina, che sono anche loro dei bambini “speciali”, sono convinti per davvero che io sia Superman. Questo mi impone, a volte, delle esibizioni particolari e impegnative. Non le racconto… per amor di patria”.

 

A proposito, è vero che i suoi più stretti collaboratori la chiamano Duracell?
“In mia presenza non osano. Può darsi che tra loro, in privato, succeda. In effetti qualche volta mi accorgo che loro sono esausti, mentre io continuo imperterrito a darmi da fare. Ma sono molto più giovani di me: se ce la faccio io, devono farcela anche loro”.

 

Si favoleggia che Berlusconi dorma pochissime ore a notte. Qual è il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi?
“Mi è stato insegnato a non andare a dormire se c’è anche un solo documento di cui occuparsi sulla scrivania. Ogni sera mi chiedo se ho fatto tutto quello che dovevo fare”.

 

E il primo pensiero della giornata?
“Al risveglio, un grazie per la bellezza della vita. E una sintesi mentale, spesso un po’ preoccupata, di tutto ciò di cui dovrò occuparmi durante la giornata”.

 

Bisogno di vacanze? Dove andrà questa estate?
“Non ho ancora un programma”.

 

Ritornando a Palazzo Grazioli, lei ci ha incontrato anche Fiorello. Che qualche giorno fa, ribadendo con forza «mai più a Mediaset», ha descritto così il vostro incontro: «Avevo davanti il presidente del Consiglio che si occupava di me, un guitto, un saltimbanco, e che mi diceva: “La tua strada è senza ritorno”. Me la sono data a gambe». Che ne pensa?
“Fiorello si è semplicemente dimenticato di avere dichiarato, dopo l’incontro con me, che io gli avevo chiesto di rimanere dov’era. Cioè nel servizio pubblico. Alla Rai”.

 

Da ultimo, in questi mesi così difficili sul piano privato, le è mai capitato di pensare a sua madre?
“Penso a mia madre ogni giorno. In un anno ho perso lei e mia sorella, due delle persone che mi amavano di più. Mia madre mi ha insegnato a non avere paura di nulla, a non farmi scoraggiare da nulla. Io sono molto sereno. Sono triste, ma sereno. E sono convinto che mia madre continui a proteggermi”.

Ma il Pd non sa contare

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Declino della destra? Se non lo avessi visto e ascoltato lunedì sera dal vivo, mentre lo diceva in tv, non ci avrei creduto. Avrei pensato che i giornali avevano frainteso le dichiarazioni del segretario del Partito democratico, o le avevano forzate un po’, come troppo spesso accade. E invece no, Franceschini aveva detto proprio così: queste elezioni sono andate bene, «è iniziato il declino della destra».

Allora vediamole le cifre di questo declino della destra. Per ora il quadro è completo solo per le 62 Province e i 30 Comuni capoluogo (più lunga e complessa l’analisi dei risultati dei Comuni minori). Per capire dove tira il vento della politica c’è un sistema molto semplice: contare in quanti casi c’è stato un cambiamento di colore politico, e confrontare il numero di amministrazioni conquistate dai due schieramenti, ossia i passaggi da destra a sinistra e viceversa. Ebbene l’esito non potrebbe essere più chiaro: su 32 amministrazioni che hanno cambiato colore non ve n’è neanche una che sia passata da destra a sinistra, perché tutte – ossia 32 su 32 – sono passate da sinistra a destra.

Né si può dire che esista un’area del paese in cui la sinistra abbia tenuto: al Nord la destra ha conquistato 11 Province e 5 Comuni, nelle «regioni rosse» ha conquistato 2 Province e 1 Comune, nel Centro-Sud (dal Lazio alla Sicilia) ha conquistato 10 Province e 3 Comuni. Il risultato è che ora il centro-destra, tradizionalmente forte nelle elezioni politiche e debole in quelle amministrative, governa oltre il 50% delle Province e dei Comuni capoluogo in cui si è votato, mentre prima ne governava meno del 16%. Simmetricamente, il centrosinistra scende dall’84% al 48% e oggi governa in meno della metà delle realtà in cui si è votato.

Naturalmente può darsi benissimo che il consenso alla destra sia in declino, e che le prossime elezioni le vinca la sinistra, specie se si dovesse votare fra quattro anni e nel frattempo il governo non fosse riuscito a combinare granché, o Berlusconi – travolto dai suoi scandali e dai suoi guai giudiziari – fosse stato costretto a un’uscita di scena poco onorevole. E tuttavia per vedere nei risultati di questa tornata amministrativa i segni del declino del centrodestra mi pare ci voglia una fantasia decisamente fervida. Se fossi un dirigente del Pd, rifletterei semmai su questa circostanza: la disfatta per 32 a zero che il centrosinistra ha subito in questa tornata amministrativa non si è consumata in un momento politicamente felice per il centrodestra, bensì in un momento di difficoltà e debolezza. Debolezza per le vicende del premier (processo Mills, caso Noemi, caso Patrizia), che secondo i sondaggi hanno allontanato una parte dell’elettorato, soprattutto cattolico. Ma debolezza anche perché, come giustamente notava ieri Massimo Giannini su Repubblica, è probabile che una parte dei leghisti se ne siano andati al mare «preferendo l’affondamento del referendum al sostegno del candidato dell’alleanza di centrodestra».

Se il centrosinistra ha perso, e perso così sonoramente, nonostante l’avversario fosse in un momento di difficoltà, quel che viene da chiedersi non è se sia iniziato il declino del centrodestra ma, tutto all’opposto, se stia continuando quello del centrosinistra. La mia impressione è che la risposta sia affermativa, e che gli anni che abbiamo davanti saranno molto duri per il partito di Franceschini. Duri perché è possibile che, a differenza di quanto avvenne nella legislatura 2001-2006, le tornate amministrative intermedie (a partire dalle Regionali dell’anno prossimo) riservino amare sorprese a un partito che ha nel controllo delle amministrazioni locali una delle sue ragioni di esistenza. Duri perché d’ora in poi il partito di Franceschini dovrà convincere gli italiani non solo a preferirlo al Pdl, ma a preferirlo abbastanza da indurli a recarsi alle urne, visto che il «non voto per scelta» sta diventando un’opzione seria per molti cittadini stanchi di questa politica. E duri, infine, perché sarà difficile che qualcosa cambi davvero a sinistra se il Pd e i suoi mezzi di informazione conserveranno la più tenace fra le eredità dello stalinismo: l’indifferenza ai fatti, la mirabile capacità di capovolgere i crudi dati della realtà.

LUCA RICOLFI [La Stampa]

«Ho perso, ma rifarei le stesse scelte»

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TARANTO – Ha poca voglia di parlare. La delusione per la sconfitta è cocente. Se la politica fosse semplice somma algebrica di consensi oggi staremmo raccontando un altro risultato. Per Domenico Rana, purtroppo, non è andata così.

«Ho perso», ammette senza inutili giri di parole e senza improbabili acrobazie, a differenza di ciò che hanno tentato di fare alcuni suoi colleghi di partito.

L’alleanza con AT6 non ha pagato. Una scelta sbagliata?

«No, credo che le scelte fossero quelle. Naturalmente in ogni scelta è insito un rischio, perché i cittadini sono sovrani e con il voto esprimono i loro sentimenti, le loro sensazioni. In fondo mi sono adeguato alle indicazioni che l’elettorato aveva dato al primo turno. Ho fatto le scelte che mi sembravano più coerenti rispetto all’indirizzo politico della coalizione».

In campagna elettorale lei ha speso soprattutto il suo aspetto umano, ma non è bastato.

«Ho fondato tutto il mio impegno sul mio rigore, sul mio stile e sui miei principi di vita. Ho fatto tutto il mio dovere e anche di più. Non ho nulla da rimproverare nei confronti di me stesso e della mia famiglia».

Adesso le tocca il ruolo di guida dell’opposizione.

«Gli elettori mi hanno assegnato a questo ruolo ben preciso e alto. Eserciterò una azione di controllo con grande rigore e fungerò da stimolo per garantire ai cittadini soprattutto il diritto alla salute, allo studio, al lavoro, secondo quelle che erano le indicazioni del mio programma elettorale».

 

[Taranto Sera]

La geografia del consiglio provinciale

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TARANTO – Ecco il nuovo consiglio provinciale. Partito Democratico 8 consiglieri: Bartolomeo Punzi, Giampiero Mancarelli; Francesco Saverio Massaro; Luigi Pinto; Vito Antonio Miccolis; Marta Galeota; Costanzo Carrieri; Luciano De Gregorio. Lista Florido 2 consiglieri: Michele Conserva; Domenico Pavone. Sinistra Unita 1 consigliere: Giorgio Grimaldi; Rifondazione Comunista 1 consigliere: Franco Gentile; Udc 2 consiglieri: Antonio Caprino; Cosimo Lariccia; Io Sud 1 consigliere: Cosimo Sampietro; Sviluppo del Territorio 1 consigliere: Giuseppe Tarantino; Comunisti Italiani 1 consigliere: Giovanni Longo; Italia dei Valori 1 consigliere: Emanuele Fisicaro. Per l’opposizione; Popolo della Libertà 7 consiglieri: Giuseppe Cristella; Michele Santoro; Giovanni Gugliotti; Martino Tamburrano; Angelo Raffaele Lattarulo; Augusto Pardo; Luigi Laterza; At6 3 consiglieri: Mario Cito; Antonella Cito; Lucia Scialpi; La Puglia Prima di Tutto 1 consigliere: Gaetano Castiglia; Lista Tagliente 1 consigliere: Domenico Rana.

 

[Taranto Sera]

 

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