maggio 30, 2009
Governo, Italia
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Riordino istruzione tecnica e professionale.
Finalmente con il riordino dell’istruzione tecnica e professionale, inizia il processo di riforma della scuola secondaria. Dopo 78 anni dall’ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.
Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall’anno scolastico 2010-2011 come scuole dell’innovazione.
Il rilancio della cultura tecnica e professionale è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica. I nuovi regolamenti vanno in continuità con il già annunciato scopo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale che ha già dato importanti risultati come un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno, soprattutto nelle regioni con maggiore presenza industriale.
Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell’offerta (300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti). Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro.
Ecco i punti principali dei due regolamenti:
Riordino degli istituti tecnici
Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei tecnici sono 40.307 frequentate da 873.522 alunni. Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.
Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi
I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 settori: economico e tecnologico ed avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).
Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi:
- amministrativo, finanza e marketing;
- turismo.
Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi:
- meccanica, meccatronica ed energia;
- trasporti e logistica;
- elettronica ed elettrotecnica;
- informatica e telecomunicazioni;
- grafica e comunicazione;
- chimica, materiali e biotecnologie;
- sistema moda;
- agraria e agroindustria;
- costruzioni, ambiente e territorio.
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.
Più ore di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).
Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:
- 264 ore nel biennio;
- 891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta.
Più autonomia e flessibilità dell’offerta formativa
I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un’area di istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e del territorio. Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all’interno dell’orario annuale delle lezioni dell’area di indirizzo. Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le scuole. In questo modo possono essere recuperati e valorizzati settori produttivi strategici per l’economia del Paese (come, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni aereonautiche ecc.)
Struttura del percorso didattico
Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:
- un primo biennio, dedicato all’acquisizione dei saperi e delle competenze previsti per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e di apprendimenti che introducono progressivamente agli indirizzi in funzione orientativa;
- un secondo biennio e un quinto anno, che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo del lavoro e delle professioni;
- il quinto anno si conclude con l’esame di Stato. Le commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.
Più inglese
Inoltre sono state incrementate le ore dello studio della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre lingue straniere.
Insegnamento di scienze integrate
E’ previsto l’insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di “Scienze della terra e biologia”, di “Fisica” e di “Chimica”, con l’obiettivo di potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica.
Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l’introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di
- Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per un aggiornamento costante dei percorsi di studio, soprattutto nelle aree di indirizzo;
- l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione pariretica di docenti ed esperti, finalizzato a rafforzare il raccordo sinergico tra gli obiettivi educativi della scuola, le innovazioni della ricerca scientifica e tecnologica, le esigenze del territorio e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo;
- la realizzazione di un Ufficio tecnico per migliorare l’organizzazione e la funzionalità dei laboratori e la loro sicurezza per le persone e per l’ambiente.
- monitoraggio e valutazione delle innovazioni anche in relazione alle indicazioni dell’Unione europea.
Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni
Le norme introdotte hanno come obiettivo la creazione di un raccordo più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.
I risultati di apprendimento previsti a conclusione degli istituti tecnici saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il più ampio confronto e il pieno coinvolgimento dei docenti, dei dirigenti e del personale degli istituti tecnici.
Per preparare l’applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l’anno scolastico 2010/2011.
Riordino istituti professionali
In Italia, attualmente studiano in 1.425 istituti professionali 545.229 alunni, suddivisi in 25.762 classi. Esistono 5 settori di istruzione professionale, con 27 indirizzi.
Con il riordino dell’istruzione professionale sarà riaffermata l’identità di questo tipo di scuola nell’ambito dell’istruzione superiore e i giovani acquisiranno le conoscenze e le competenze necessarie per ricoprire ruoli tecnici operativi nei settori produttivi di riferimento.
Gli studenti e le loro famiglie avranno immediatamente risposte chiare sulle possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e sul passaggio all’istruzione universitaria.
Verrà superata la sovrapposizione con l’istruzione tecnica, si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d’istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni. I servizi d’istruzione saranno più efficaci e le risorse utilizzate più efficientemente.
I nuovi istituti professionali
Gli istituti professionali si articolano in 2 macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato. Ai 2 settori corrispondono 6 indirizzi.
Il percorso Settore dei servizi si articola negli indirizzi:
- Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale;
- Servizi per la manutenzione e l’assistenza tecnica;
- Servizi socio-sanitari;
- Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera;
- Servizi commerciali.
Il percorso Settore industria e artigianato:
- produzioni artigianali e industriali
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.
Ore di insegnamento
Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondente di 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).
Più flessibilità dell’offerta formativa
Gli istituti professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici. In particolare gli spazi di flessibilità nell’area di indirizzo riservati agli istituti professionali, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta.
Nelle quote di flessibilità, è possibile:
- articolare le aree di indirizzo in opzioni;
- introdurre insegnamenti alternativi inclusi in un apposito elenco nazionale, definito con decreto ministeriale, per rispondere a particolari esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, senza incorrere in una dispendiosa proliferazione e frammentazione di indirizzi.
La struttura del percorso quinquennale
Il percorso è articolato in:
2 bienni e 1 quinto anno
(il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione)
Offerta coordinata con la formazione professionale regionale
Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell’ambito dell’offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordi con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Più laboratorio e tirocini
- Più ore in laboratorio;
- Stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere in contesti operativi soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno.
Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l’introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di
- Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per favorire l’integrazione disciplinare e la progettazione formativa;
- l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni, che ha funzioni consultive e di proposta per organizzazione aree di indirizzo e utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità;
- la realizzazione di un Ufficio tecnico (per gli istituti settore industria e artigianato) con il compito di organizzare in maniera funzionale i laboratori, il loro adeguamento alle innovazioni tecnologiche, le misure necessarie per la sicurezza delle persone e dell’ambiente.
I risultati di apprendimento previsti a conclusione dei percorsi quinquennali degli istituti professionali saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il dialogo con i docenti, i dirigenti e il personale degli istituti professionali, e il confronto con le Regioni e le parti sociali.
Per preparare l’applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l’anno scolastico 2010/2011.
maggio 29, 2009
Consiglio Comunale, Massafra
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![Consiglio Comunale [foto Luigi Serio] Consiglio Comunale [foto Luigi Serio]](http://www.pdlmassafra.it/wp-content/uploads/2009/05/senza-nome-32-300x87.jpg)
- Consiglio Comunale [foto Luigi Serio
Nel corso di una “seduta lampo” sono stati deliberati tutti i punti iscritti in agenda.
Il Consiglio ha approvato le seguenti ratifiche di delibere di Giunta Comunale aventi ad oggetto variazioni al Bilancio di Previsione 2009 per: manutenzione immobili, viabilità e arredo urbano (14 voti favorevoli e 2 contrari); servizio di refezione scolastica A.S. 2009/2010 (13 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto); contributo legge 244/2007 art. 2 comma 11 (14 voti favorevoli e 2 contrari); interventi di riequilibrio del Bilancio di Previsione 2009 (13 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto); liquidazione contributi per calamità naturali Anno 2003 (16 voti favorevoli); esigenze varie (14 voti favorevoli).
Con 16 voti favorevoli e 2 contrari, la massima assise cittadina ha rettificato la delibera di Consiglio n. 32 del 24 aprile 2009, avente ad oggetto “modifica ed integrazione Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria e Servizi Cimiteriali. Nello specifico è stato reintrodotto il tempo di durata di anni 99 per la concessione di cellette del colombario. Questa la modifica: “l’uso di celletta del colombario comunale è concesso a tempo determinato per la durata di anni 90″.
maggio 29, 2009
Eventi, Massafra
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Doppio appuntamento letterario con “Le Ali della Vita”, promosso dagli Assessorati alla Gioventù, all’Associazionismo e Politiche Sociali, retti rispettivamente da Raffaele Gentile e Antonio Cerbino, con la collaborazione del Liceo Scientifico Statale “D. De Ruggieri”.
Questa sera, alle ore 20, presso la Sala Consiliare di Piazza Garibaldi, ILARIA TURI presenterà il suo romanzo: “Il Mio Grande Fratello” – il racconto vero, autentico, senza censure della mia avventura al Grande Fratello.
Sabato 30 maggio p.v., alle ore 20, presso la Sala Consiliare di Piazza Garibaldi, il noto giornalista e volto televisivo, FEDERICO GUIGLIA, presenterà il suo romanzo: “Ho toccato l’Italia col piede destro” – la vita controcorrente di un giornalista che ha sempre creduto nei suoi sogni.
Guiglia, conduttore di “8 e ½” su La7, racconta la sua vita da romanzo. Lo fa in presa diretta con una scrittura profonda e coinvolgente che rivela la sua storia incredibile. Il giornalista parla della sua infanzia latino-americana, della sua adolescenza e dei suoi incontri decisivi, come quello con Montanelli. Il racconto è pieno di retroscena e di riflessioni sui principali protagonisti che Guiglia ha conosciute e intervistato fra prima e seconda Repubblica. Il filo rosso che attraversa tutti i capitoli del libro è l’amore per l’Italia, dove il giornalista è riuscito a coronare i suoi sogni. Interverranno con l’autore Federico Guiglia, l’Assessore alla Gioventù Raffaele Gentile, il Dirigente del Liceo Scientifico “De Ruggieri” Stefano Milda. .
L’incontro sarà introdotto dal presidente del Consiglio Comunale, Nino Castiglia. La conclusioni saranno del sindaco Martino Tamburrano. La serata sarà moderata dall’attore e scrittore Fabio Salvatore.
maggio 29, 2009
Eventi, Massafra
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Domenica 31 maggio p.v., la Città di Massafra organizza la “Festa Nazionale dello Sport”, inserita nell’ambito delle previste celebrazioni per la “Giornata Nazionale dello Sport”, istituita con direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del CONI.
Scopo della “giornata ludico – ginnica” è quello di offrire a tutti i cittadini la possibilità di “toccare con mano” le diverse discipline sportive con “prove e approccio pratico”.
L’Assessorato allo Sport, retto da Giandomenico Pilolli, e l’Assessorato alla Gioventù, guidato da Raffaele Gentile, hanno preparato un ricco e coinvolgente programma.
Il via alla “Festa” è fissato alle ore 18,00, sempre di domenica 31 maggio, presso lo Stadio Italia, dove si terranno incontri dimostrativi di: Calcio, Taekwondo, Judo, MiniVolley, Ciclismo e Tennis.
Queste le Associazioni che hanno aderito all’iniziativa: ASD Massafra (Calcio) – BS Soccer (Calcio), Taekwondo Taranto, ASD Massafra Judo, Mini Volley S.D. Massafra, Cicloteam Massafra, ASD Sporting Club “U. Vasti” Massafra.
Il tema della 6^ Giornata Nazionale dello sport è: “Un gioco da Ragazzi” / Sport e Giovani. Facendo sport siamo tutti ragazzi.
Tutti gli sportivi e soprattutto i “non” sportivi sono invitati a partecipare.
Alla festa “decubertiniana” parteciperanno più di duecento mini atleti.
Presenzieranno alle esibizioni il sindaco Martino Tamburrano, gli assessori Raffaele Gentile e Giandomenico Pilolli.
maggio 29, 2009
Consiglio Comunale, Massafra
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Consiglio Comunale [foto Luigi Serio
Il Consiglio Comunale è stato convocato per venerdì 29 maggio p.v., alle ore 15,30, presso la Sala Consiliare di Piazza Garibaldi, per discutere i seguenti argomenti:
- Ratifica Delibere di Giunta Comunale aventi ad oggetto variazioni al Bilancio 2009 per: manutenzione immobili, viabilità e arredo urbano; Servizio di Refezione scolastica A.S. 2009/2010; contributo Legge 244/2007 art. 2 comma 11; interventi di riequilibrio del Bilancio di Previsione 2009; liquidazione contributi per calamità naturali Anno 2003; varie esigenze;
- Rettifica Delibera C.C. n. 32 del 24.04.2009 ad oggetto: modifica ed integrazione Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria e Servizi Cimiteriali.
maggio 28, 2009
Italia
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Berlusconi ha pronosticato la prossima scomposizione del Pd (dopo il voto europeo e amministrativo), con l’uscita di Enrico Letta verso l’Udc e di Rutelli verso una nuova “cosa” comunque centrista. Una previsione – che è molto più di un’ipotesi – della quale farebbe bene a occuparsi il segretario Franceschini, tutto impegnato invece nella deriva gossippara che è l’ultima triste frontiera di quello che fu il sol dell’avvenir.
La scissione al centro sposterebbe il baricentro politico del partito, o meglio, di quello che ne resterebbe, inevitabilmente a sinistra, dando al Pd una connotazione sempre più cattocomunista. E dire che Veltroni lo aveva fondato come la nuova casa dei riformisti italiani: mai progetto politico era stato così strumentale e sbagliato. Berlusconi ha detto chiaro e tondo che gli italiani che voteranno per il Pd alle prossime elezioni europee “butteranno via il loro voto”, anche perché “votare un partito che ancora non ha deciso in quale gruppo starà in Europa è come gettarlo via”.
Naturalmente, oltre alla scontata indignazione di Franceschini, sono piovute anche le smentite di Letta e Rutelli. Eppure, al netto dei toni da campagna elettorale, i pronostici di Berlusconi trovano sponde non solo nei retroscena che da mesi riempiono le cronache politiche, ma anche nelle battaglie combattute a viso aperto all’interno del partito. Maggiorenti come Letta e Rutelli non hanno infatti mai lesinato critiche alla strategia di Franceschini.
Quanto alla “scissione” del Pd, Rutelli l’ha definita a febbraio “tema che non esiste”. Più di recente, però, a proposito di un’eventuale scissione innescata da un cattivo risultato elettorale, Rutelli si è limitato a rispondere: “Diamo il nostro contributo perché il voto non sia deludente”. Una risposta sibillina, anzi glaciale, che lascia aperti tutti gli scenari. Intanto, il partito è sempre più sgovernato: le frane nelle sue tradizionali roccaforti si stanno allargando, come dimostra la faida tutt’altro che sedata tra il responsabile delle relazioni internazionali Lapo Pistelli e l’ex sindaco di Firenze Domenici, ora candidato alle Europee. Neppure sul dossier referendum elettorale tutto fila liscio.
Le posizioni, nel Pd, sono variegate. Franceschini non perde occasione per difendere le ragioni del sì e rammenta ai critici che il pronunciamento della direzione Pd a favore del sì è stato inequivocabile. E che quella è l’unica strada per aprire una breccia nella legge elettorale in vigore. Un approccio tranciante messo in discussione – ed è la prima volta da quando il segretario Pd ha spiegato che il dado è tratto – perfino dal mite Castagnetti. Parlando con Radio Radicale, il presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha fatto presente che nella direzione nazionale è stata espressa una valutazione favorevole al sì nel presupposto che questa fosse la strada per rivedere la legge elettorale.
Ma se questa condizione non si verificherà, se ci sarà una chiusura e se sarà ribadito che la maggioranza non ha nessuna intenzione di modificare la legge che uscisse dal referendum, è evidente che viene a cessare la condizione che ha ispirato la direzione del Pd ad assumere quella decisione. Non c’è un dossier, insomma, su cui il Pd sia riuscito a trovare al suo interno una linea unitaria. E intanto si allunga la lista degli sfidanti al congresso d’autunno: Bersani è in corsa, Enrico Letta potrebbe seguirlo, se non deciderà di lasciare il partito, e la Finocchiaro non esclude affatto di scendere in campo. Mentre l’ex deus ex machina del Pd, il veltroniano Bettini, tornando ad attaccare la deriva correntizia, evoca l’avvento di un fantomatico “terzo uomo”. Il teatrino è servito.