agosto 26, 2010
Massafra, Provincia di Taranto, Puglia, Sanità, Tamburrano, Taranto
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- 60 MILIONI Tanto è costato l’ospedale “Umberto I” di Mottola. L’on. Franzoso lo ha visitato ieri, accompagnato da Quero, Tamburrano, Labalestra ed alcuni medici
MOTTOLA – Un progetto iniziato negli anni ’70, realizzato e, poi, completato, solo due anni fa: il nuovo ospedale di Mottola, l’Umberto I, è costato oltre 60 milioni di euro. Un piano interrato, ove sono sistemati gli uffici, altri servizi, compreso il Distretto; qui è allocata anche una piscina, mai utilizzata, destinata alla riabilitazione in acqua. Poi, vi è un piano rialzato con i laboratori e la radiologia ed il primo piano, l’unico funzionate, con lungodegenza e riabilitazione. Ma l’ospedale di Mottola ha, oltre ad un attico, anche altri due piani, completamente ultimati, ma mai entrati in funzione. Quale la beffa? Il Piano di rientro sanitario della Regione Puglia vorrebbe chiudere o convertire la struttura, che sarebbe dovuta diventare, il condizionale sembra quasi obbligatorio, un importante centro di riabilitazione, non solo per la provincia ionica, ma per l’intero territorio regionale, il secondo realizzato in Puglia, dopo quello per acuti presente a Ceglie Messapica, a gestione privata. Ma il sindaco Giovanni Quero non perde la speranza, anzi, annuncia battaglia. Si dice pronto “ad innalzare le barricate, se sarà necessario; l’ospedale di Mottola non si tocca. Qui non si chiude nulla se prima non viene attivata la riabilitazione. Siamo pronti alla rivoluzione, per salvare la storia di una collettività, il presente ed il futuro di una struttura ospedaliera, che può e deve ambire all’eccellenza del servizio, al quale è stata de-stinata: la riabilitazione”. E’ stato questo il messaggio trasmesso, agli organi di stampa, nella mattinata di ieri: Quero e l’intera maggioranza di centrodestra hanno fatto un sopralluogo al nosocomio e, con loro, c’erano anche l’on. Pietro Franzoso, i sindaci di Massafra e Palagianello, Martino Tamburrano e Michele Labalestra, nonché il vicesindaco di Castellaneta, Vito Perrone.
Un modo per aprire alla stampa le porte dell’ospedale e, soprattutto, per mostrare i piani mai utilizzati. Presenti anche il dott. Michele Lonoce e il dott. Angelo Lumino, rispettivamente direttore sanitario e direttore amministrativo del polo occidentale e il dirigente medico Cosimo Minosa.
“Si vorrebbe chiudere un ospedale costato oltre 60 milioni di euro per costruirne un altro, il ‘San Raffaele’, che costerà 280 milioni di euro? La Regione – è stato il commento di Quero – continua a perseverare nella politica degli sprechi. Allora, quello di Mottola, finisce col diventare il simbolo dell’avanguardia, in termini di edilizia ospedaliera, ma, al tempo stesso, l’esempio della cattiva gestione della spesa pubblica da parte del presidente Vendola e della sua Giunta”. Ed, allora, “se un premio va assegnato al governatore della Regione Puglia, ma anche alla Direzione Generale dell’Asl ionica – ha aggiunto l’on. Franzoso – è il Nobel degli sprechi, visto che ritengono doveroso chiudere o depotenziare alcune realtà ospedaliere pubbliche ed investire nel ‘San Raffaele’. E’ ormai arrivato il momento – ha rimarcato l’on. Franzoso – che si sveglino ed aprano gli occhi le istituzioni locali, vedi il Comune della città capoluogo, il mondo dei sindacati, l’ordine dei medici, la Provincia; è necessario dire ai cittadini tutta la verità su quella che sarà la vera funzione del ‘San Raffaele’: con la sua creazione, chiuderà il ‘SS. Annunziata’, sarà privatizzata in toto la sanità pubblica e ciò avrà effetti devastanti sulla sanità pubblica dell’intera provincia”.
Il parlamentare del PdL si è detto pronto a sostenere la rivoluzione contro la chiusura degli ospedali, purchè sia una rivoluzione territoriale e non campanilistica, per recuperare quel rispetto del più alto senso della democrazia partecipata, “tanto decantata da Vendola, ma mai messa in pratica”. “Una battaglia, quella intrapresa contro la chiusura degli ospedali – hanno sottolineato i sindaci Tamburrano e Labalestra – che poteva essere evitata se la Regione non avesse prodotto 900 milioni di euro di buco nel proprio bilancio”.
Intanto, tornando al nosocomio di Mottola, Quero ha chiesto formalmente per iscritto, al presidente Vendola, determinazioni in merito al presente e al futuro della struttura ospedaliera. Ma, ad oggi, ancora nessuna risposta è pervenuta, né dalla Regione Puglia, né, tantomeno, dall’Asl. “L’unica certezza, al momento – ha concluso il primo cittadino di Mottola – è che è già cominciato il trasferimento, in altri plessi ospedalieri, del personale internalizzato dalla Ionica Service”.
Maria Florenzio [Corriere del Giorno]
aprile 3, 2010
Cronaca, Massafra, Puglia
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BARI - Si scatena la bagarre tra i Democratici attorno al caso di Michele Mazzarano, l’ex vicesegretario Pd coinvolto nelle intercettazioni della sanitopoli pugliese ed eletto in consiglio regionale nonostante si fosse ritirato dalla campagna elettorale. Prima l’annuncio del diretto interessato (che dopo l’elezione ci avrebbe ripensato sul ritiro dalla scena), poi l’uscita del segretario Pd Sergio Blasi, che dopo aver sollecitato Mazzarano a fare un passo indietro ieri ha rimarcato che non è tenuto a ritirarsi dal nuovo incarico, hanno fatto saltare sulla sedia la deputata Cinzia Capano: «Mazzarano è coinvolto nella vergognosa vicenda dell’intreccio tra escort, corruzione ed appalti nella sanità pugliese e a dette accuse ha replicato proclamando la sua innocenza ed assumendo l’impegno di ritirarsi dalla campagna elettorale. Mazzarano – dice – ha già tradito quell’impegno, mantenendo aperti i suoi comitati elettorali, organizzando comizi e tenendo comportamenti incompatibili con l’annunciata volontà di ritiro. L’annunzio di non voler mantenere fede all’impegno assunto disvela che si era trattato solo di un escamotage per spostare sulla volontà popolare il suo intento di tradire la parola data. Chiedo al segretario Blasi di non cambiare idea e di chiedere a Mazzarano il rispetto della parola data e di dimettersi immediatamente».
Blasi non se la tiene e va giù pesante, attaccando lo «sproloquio pubblico» interno al Pd: «Basta con i “fighetti” del partito pronti, comodamente seduti in salotto, a spendere giudizi e pronti solo a chiedere. Ma quando incominceranno a “dare” – tuona Blasi – dall’alto della loro nomina in Parlamento? Posso chiedere alla compagna democratica on. Capano quante volte è stata davanti ai cancelli dell’ex Agile o di altri stabilimenti in crisi? Il partito, nella chiarezza dei suoi organismi dirigenti – sottolinea – saprà chiedere ciò che deve chiedere a tutti! ». La replica non si fa attendere: «la volgarità della risposta di Blasi si commenta da sé. Posso solo ribadire la mia vergogna per il fatto che il segretario del mio partito – attacca la Capano – protegga chi tradisce la parola data ed insulti chi da tale amoralità si dissocia. Quanto al mio lavoro di parlamentare basta consultare il sito della Camera per trovarlo documentato ed in ogni caso non sapevo che recarsi davanti ai cancelli dell’ex Agile esonerasse i politici da rigore morale ed etica pubblica».
Alzano la voce anche quelli della mozione Marino: «la base del Pd della Puglia, quella che ha votato alle primarie dello scorso ottobre, si aspetta che Michele Mazzarano non entri in consiglio regionale, coerentemente con quanto lo stesso Mazzarano ha dichiarato. Considerata la grande attenzione riservata alla “questione morale” da parte di tutti coloro che durante il congresso si sono contesi la carica di segretario regionale – rimarca Enrico Fusco – è quanto mai necessario mettere in pratica le belle parole congressuali. Il cambio di rotta di Mazzarano sarebbe, non solo ingiustificabile presso l’opinione pubblica, ma inaccettabile sotto il profilo della serietà e della correttezza politica».
Quanto al richiamo di Blasi sul codice etico del partito (che prevede il ritiro solo in caso di misure cautelari, rinvio a giudizio o condanna), «ogni richiamo in tal senso, d’ora innanzi suonerebbe beffardo». La deputata Paola Concia, della stessa area, va oltre, richiamandosi ai «rumors» circa la possibilità che Blasi entri nella giunta Vendola. E chiede che la discussione su un nuovo segretario regionale («sarebbero in atto grandi manovre») avvenga negli organismi preposti «in tempi brevissimi, anticipando quelli necessari al presidente Vendola per compilare la lista dei nuovi componenti della Giunta». Non ci sta, invece, il segretario provinciale del Pd foggiano Paolo Campo: visti i risultati del Pd sono «quanto meno fuori luogo i commenti che invocano una resa dei conti interna».
Ma a farsi vivi sono anche altri partiti: dopo il richiamo del segretario Idv Pierfelice Zazzera, che ha chiesto il rispetto dell’appello lanciato da Vendola affinché Mazzarano rinunci, Onofrio Introna (Sinistra Ecologia e Libertà) ci va più cauto: «il giudizio degli elettori ha un significato, sul piano politico vuol dire che hanno creduto in lui e nella sua estraneità ai fatti contestati. Le valutazioni -spiega – dovrà farle col suo partito. Non c’è un criterio oggettivo: c’è chi senza ricevere avvisi di garanzia si dimette e chi pur condannato resta nelle istituzioni. Sono garantista, penso che la politica non debba entrare nella privacy».
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ORE 16:56 – LA CAPANO A BLASI, DARAI CONTO DELLE TUE AFFERMAZIONI
«Capisco che Blasi si innervosisca quando si nomina la parola coerenza, ma questo non l’autorizza a delegittimare l’attività parlamentare di un deputato della sua Regione e di ciò dovrà darne conto e non solo politicamente». Lo afferma l’on.Cinzia Capano, del Pd, in polemica con il segretario pugliese del suo partito, Sergio Blasi, che ieri l’aveva duramente nella polemica sull’opportunità che il neo-consigliere regionale Michele Mazzarano, coinvolto nelle inchieste baresi sulla sanità, si dimetta dalla carica. Blasi – dice Capano – «afferma il falso quando mi accusa di non aver rilasciato alcuna dichiarazione allorchè il governo tentava di affossare l’art.18 dello Statuto dei lavoratori. Mentre lui si è accorto solo ora dell’art.18 e della volontà di governo di affossarlo, il gruppo parlamentare del partito democratico ha condotto alla Camera una battaglia durissima durata dal 10 al 28 ottobre 2008 ottenendo che non si applicassero le norme sull’arbitrato all’art.18, poi invece introdotte al Senato. in quella battaglia parlamentare io sono intervenuta ben 5 volte nella discussione in aula illustrando molte delle questioni giuridiche poi poste dal Capo dello Stato. Questa inaccettabile falsità, che può essere verificata consultando il sito della camera sul provvedimento 1441 quater, tende a delegittimare la mia attività parlamentare e quindi è gravissimo che a compierla sia il segretario del mio partito».
«Quanto al fatto che non sia stata davanti ai cancelli delle aziende in crisi – conclude Capano – è inoltre gravissimo che il segretario Blasi non mi abbia mai invitata a tali iniziative, ove le avesse mai tenute con altri parlamentari pugliesi».
BEPI MARTELLOTTA [La Gazzetta del Mezzogiorno]
aprile 3, 2010
Cronaca, Massafra, Puglia
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BARI – «Mazzarano è coinvolto nella vergognosa vicenda dell’intreccio tra escort, corruzione ed appalti nella sanità pugliese e a dette accuse ha replicato proclamando la sua innocenza ed assumendo l’impegno di ritirarsi dalla campagna elettorale». Lo afferma il deputato Cinzia Capano (Pd) dopo l’elezione a consigliere regionale dell’ex segretario pugliese dei Ds ed ex vicesegretario regionale del Pd.
In campagna elettorale Mazzarano – accusato da Gianpaolo Tarantini di aver incassato una tangente di diecimila euro – aveva esplicitamente invitato a non votarlo, visto che era impossibile ritirare la candidatura. «Mazzarano – aggiunge Capano – ha già tradito quell’impegno mantenendo aperti i suoi comitati elettorali, organizzando comizi e tenendo comportamenti incompatibili con l’annunciata volontà di ritiro. L’annunzio di queste ore di non voler mantenere fede all’impegno assunto disvela che si era trattato solo di un escamotage per spostare sulla volontà popolare il suo intento di tradire la parola data».
«Chiedo al segretario Blasi – conclude la nota – di non cambiare idea, come sembrerebbe dalle sue dichiarazioni, e di chiedere a Mazzarano il rispetto della parola data e di dimettersi immediatamente. Chiedo al Partito democratico di essere al fianco del presidente Vendola senza sè e senza ma nella costruzione di un’etica pubblica che dovrà essere la cifra del governo regionale».
«Basta con i ‘fighetti’ del partito, pronti, comodamente seduti in salotto, a spendere giudizi e pronti solo a chiedere. Ma quando incominceranno a dare dall’alto della loro nomina in Parlamento?». È la replica del segretario pugliese del Pd, Sergio Blasi, al deputato del suo stesso partito Cinzia Capano circa l’opportunità o meno delle dimissione dalla carica appena conquistata di consigliere regionale di Michele Mazzarano, coinvolto nelle inchieste baresi sulla sanità.
Ieri Blasi aveva sostenuto che non sussiste alcun obbligo a presentare dimissioni per chi non sia raggiunto da misure cautelari, sia stato rinviato a giudizio o condannato. «Posso chiedere alla compagna democratica on.Capano – spiega Blasi in una nota – quante volte è stata davanti ai cancelli dell’ex Agile o di altri stabilimenti in crisi? Il partito, nella chiarezza dei suoi organismi dirigenti saprà chiedere ciò che deve chiedere a tutti!». «Il Pd che verrà – conclude – o smette di essere il luogo del protagonismo dei singoli e dello sproloquio pubblico a danno del bene comune o non verrà».
[La Gazzetta del Mezzogiorno]
aprile 1, 2010
Cronaca, Puglia, Taranto
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BARI – La procura di Bari sta verificando seil ‘metodo’ utilizzato di Gianpaolo Tarantini per aggiudicarsi illecitamente appalti nella sanità pubblica pugliese sia stato esportato anche nella Asl di Taranto, così come è avvenuto – secondo l’accusa – nelle Aziende sanitarie locali di Bari e Lecce, dove sono già stati compiuti arresti.
Tra gli arrestati ‘Lady Asl’, così come è stata ribattezzata dalla stampa l’ex direttore generale della Asl Bari Lea Cosentino, e l’ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd).
Le indagini del pool sanità si avvalgono, anche per il versante tarantino, delle dichiarazioni dell’imprenditore Tarantini che avrebbe rivelato di aver adoperato il proprio sistema pure nella Asl ionica. Un sistema che, anche in questa occasione, si sarebbe basato su pagamenti di mazzette e sulle prestazioni sessuali offerte da alcune escort della scuderia di ‘Gianpi’ a pubblici ufficiali compiacenti. Nell’ambito di questo filone d’indagine i pm Ciro Angelillis, Eugenia Pontassuglia e Giuseppe Scelsi, vogliono verificare se siano coinvolti politici.
Riferendosi proprio ai contatti con esponenti politici della provincia di Taranto, Tarantini avrebbe fatto riferimento in alcuni interrogatori ai rapporti avuti con l’ex segretario pugliese dei Ds, Michele Mazzarano, tarantino di Massafra, a cui Tarantini ha detto di aver consegnato non meno di 10mila euro per finanziare – si apprende oggi – una manifestazione di partito. Proprio sul ‘peso politico’ di Mazzarano – a quanto è dato sapere – Tarantini avrebbe puntato (non si sa con quali risultati) per fare affari nell’area ionica.
Mazzarano è da qualche mese sottoposto ad indagini dalla procura di Bari. Dopo aver appreso dalla stampa delle accuse di Tarantini, che ha detto di aver pagato “tangenti” a lui e a Frisullo, ha respinto gli addebiti parlando di “festival della menzogna”. Ha poi annunciato che si sarebbe ritirato dalla competizione elettorale per le regionali (ma è stato eletto e non ha finora rinunciato alla carica) e si è dimesso dall’incarico di coordinatore regionale del Pd.
Il suo legale, Gianni Di Cagno, ha invece lamentato “una nuova gravissima fuga di notizie” che “dovrebbero essere rigorosamente coperte da segreto”.
[La Gazzetta del Mezzogiorno]
aprile 1, 2010
Cronaca, Puglia
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BARI— «Di fronte a questi fatti l’unico modo per rispondere è quello di uniformarsi ad atteggiamenti seri e coerenti». Che tradotto in soldoni è come chiedere a Michele Mazzarano di dimettersi da consigliere regionale. Sergio Blasi, leader del Pd pugliese e neo eletto in consiglio regionale, non ha dubbi e si allinea con il pensiero di Nichi Vendola. «Aveva detto che lasciava. Adesso sarebbe opportuno che tenesse fede all’impegno assunto» è stato infatti il consiglio del riconfermato governatore della Puglia. La vicenda dell’elezione in consiglio regionale di Michele Mazzarano nella lista del Pd a Taranto toglie insomma il sonno a Vendola e rappresenta una enorme spina conficcata nel fianco del Pd. L’ultimo segretario dei Ds di Puglia e già vice di Michele Emiliano ai tempi della segreteria di questi, dopo aver appreso dai giornali di essere indagato nell’ambito dell’inchiesta che poggia sulle rivelazioni di Gianpaolo Tarantini, sabato 20 marzo aveva annunciato le dimissioni dalle cariche di partito e lo stop alla campagna elettorale. A scrutinio chiuso, però, anche per sua sorpresa è risultato comunque eletto. «C’è stata una reazione democratica rispetto alle accuse che mi sono piovute addosso e che continuo a respingere: andrò in consiglio» ha affermato ieri Mazzarano.
Il segretario regionale, legatissimo al politico tarantino, sembra però deciso a sbarrargli il passo.
«Gli parlerò, troveremo un modo perché mantenga fede all’impegno assunto di non proseguire».
È questa l’ultima parola del partito? Mazzarano resterà fuori dal consiglio regionale?
«Devo necessariamente fare una premessa. Noi stiamo parlando di accuse non provate e scaturite dalle dichiarazioni di un imputato, noto sodale del presidente del Consiglio. Mazzarano è persona per la quale nutro grande affetto e stima e sono convinto che saprà dimostrare la sua estraneità».
Ma lei gli chiederà, così come ha fatto Vendola, di rinunciare alla carica?
«Non posso che esercitare nei suoi confronti un richiamo alla coerenza nei comportamenti. Ripeto: parlerò con lui perché dia seguito all’impegno di tirarsi fuori».
La questione morale è stato un passaggio importante nella sua campagna per la segreteria regionale.
«Ho fatto spesso riferimento al radicalismo etico: i valori, i principi e i progetti devono essere fortemente in coerenza con gli stili di vita. Ma questo, voglio essere chiaro, deve valere per tutti e sempre. Il nostro codice etico diventa credibile se nutrito dai fatti».
Vicenda Mazzarano a parte, a urne chiuse e con la vittoria di Vendola in archivio, che giudizio dà della performance del Pd?
«Parto dal dato generale. Il risultato della Puglia dimostra la validità di un’esperienza di governo che racconta di un Sud diverso rispetto a quello stereotipato delle emergenze. Il Pd ha tenuto, in relazione alle elezioni europee è solo un punto sotto. Non si è trattato della Waterloo registrata altrove nonostante la lunga fase congressuale, la costruzione del partito, le vicende giudiziarie, quella della scelta del candidato governatore. Rispetto a queste attenuanti reputo il risultato del Pd accettabile».
Lei farà parte della nuova legislatura. Da «semplice» consigliere o nella squadra di Vendola? Ovvero: si dimetterà da segretario?
«Non so da dove venga fuori la storia dell’assessorato. E poi i nostri segretari vengono eletti attraverso le primarie. Io penso che la presenza del segretario del partito nella camera legislativa regionale sia un fatto politicamente importante».
Qual è il suo giudizio sul dibattito apertosi sulla leadership di Vendola anche a livello nazionale?
«Noi dobbiamo guardarci bene dalla personalizzazione della politica. Sarebbe un guaio per la politica se si pensasse di fare ameno dei partiti e pericoloso cadere nella tentazione del leaderismo. Io penso che con Nichi dobbiamo invece essere in grado di ripartire da questa regione per ricostruire un vocabolario di parole antiche ma non vecchie: uguaglianza e solidarietà fra le prime».
Piero Rossano [Corriere del Mezzogiorno]
marzo 31, 2010
Cronaca, Massafra, Puglia
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È coinvolto nel caso Tarantini, accusato di aver preso denaro dall’imprenditore barese per favorirlo nei suoi affari. Michele Mazzarano, segretario organizzativo Pd, aveva annunciato il ritiro della candidatura: gesto politicamente rilevante, ma tecnicamente impossibile da concretizzare. Così oltre 6mila elettori lo hanno votato, e Mazzarano è stato eletto. Ed ha detto che ora, alla Regione, ci vuole andare. La posizione sarà valutata dal suo partito. Ma anche Vendola ritiene opportuno che si dimetta.
[Telenorba]
marzo 22, 2010
Elezioni Regionali, Massafra, Popolo della Libertà, Puglia
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Giandomenico Pilolli [foto di Donato Montemurro]
Lunedì 22 marzo 2010 alle ore 20:00, in piazza Vittorio Emanuele II a Massafra il candidato al Consiglio Regionale Pugliese per “Il Popolo della Libertà” Giandomenico Pilolli terrà un pubblico comizio.
Interverranno: il Sindaco della città di Massafra dott. Martino Tamburrano, il Vice Sindaco nonché candidato Avv. Giandomenico Pilolli e il candidato Presidente della Regione Puglia per la coalizione del centro-destra dott. Rocco Palese.
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