L’ospedale “vecchio” di zecca

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60 MILIONI Tanto è costato l'ospedale “Umberto I” di Mottola. L'on. Franzoso lo ha visitato ieri, accompagnato da Quero, Tamburrano, Labalestra ed alcuni medici
60 MILIONI Tanto è costato l’ospedale “Umberto I” di Mottola. L’on. Franzoso lo ha visitato ieri, accompagnato da Quero, Tamburrano, Labalestra ed alcuni medici

MOTTOLA – Un progetto iniziato negli anni ’70, realizzato e, poi, completato, solo due anni fa: il nuovo ospedale di Mottola, l’Umberto I, è costato oltre 60 milioni di euro. Un piano interrato, ove sono sistemati gli uffici, altri servizi, compreso il Distretto; qui è allocata anche una piscina, mai utilizzata, destinata alla riabilitazione in acqua. Poi, vi è un piano rialzato con i laboratori e la radiologia ed il primo piano, l’unico funzionate, con lungodegenza e riabilitazione. Ma l’ospedale di Mottola ha, oltre ad un attico, anche altri due piani, completamente ultimati, ma mai entrati in funzione. Quale la beffa? Il Piano di rientro sanitario della Regione Puglia vorrebbe chiudere o convertire la struttura, che sarebbe dovuta diventare, il condizionale sembra quasi obbligatorio, un importante centro di riabilitazione, non solo per la provincia ionica, ma per l’intero territorio regionale, il secondo realizzato in Puglia, dopo quello per acuti presente a Ceglie Messapica, a gestione privata. Ma il sindaco Giovanni Quero non perde la speranza, anzi, annuncia battaglia. Si dice pronto “ad innalzare le barricate, se sarà necessario; l’ospedale di Mottola non si tocca. Qui non si chiude nulla se prima non viene attivata la riabilitazione. Siamo pronti alla rivoluzione, per salvare la storia di una collettività, il presente ed il futuro di una struttura ospedaliera, che può e deve ambire all’eccellenza del servizio, al quale è stata de-stinata: la riabilitazione”. E’ stato questo il messaggio trasmesso, agli organi di stampa, nella mattinata di ieri: Quero e l’intera maggioranza di centrodestra hanno fatto un sopralluogo al nosocomio e, con loro, c’erano anche l’on. Pietro Franzoso, i sindaci di Massafra e Palagianello, Martino Tamburrano e Michele Labalestra, nonché il vicesindaco di Castellaneta, Vito Perrone.
Un modo per aprire alla stampa le porte dell’ospedale e, soprattutto, per mostrare i piani mai utilizzati. Presenti anche il dott. Michele Lonoce e il dott. Angelo Lumino, rispettivamente direttore sanitario e direttore amministrativo del polo occidentale e il dirigente medico Cosimo Minosa.
Si vorrebbe chiudere un ospedale costato oltre 60 milioni di euro per costruirne un altro, il ‘San Raffaele’, che costerà 280 milioni di euro? La Regione – è stato il commento di Quero – continua a perseverare nella politica degli sprechi. Allora, quello di Mottola, finisce col diventare il simbolo dell’avanguardia, in termini di edilizia ospedaliera, ma, al tempo stesso, l’esempio della cattiva gestione della spesa pubblica da parte del presidente Vendola e della sua Giunta”. Ed, allora, “se un premio va assegnato al governatore della Regione Puglia, ma anche alla Direzione Generale dell’Asl ionica – ha aggiunto l’on. Franzoso – è il Nobel degli sprechi, visto che ritengono doveroso chiudere o depotenziare alcune realtà ospedaliere pubbliche ed investire nel ‘San Raffaele’. E’ ormai arrivato il momento – ha rimarcato l’on. Franzoso – che si sveglino ed aprano gli occhi le istituzioni locali, vedi il Comune della città capoluogo, il mondo dei sindacati, l’ordine dei medici, la Provincia; è necessario dire ai cittadini tutta la verità su quella che sarà la vera funzione del ‘San Raffaele’: con la sua creazione, chiuderà il ‘SS. Annunziata’, sarà privatizzata in toto la sanità pubblica e ciò avrà effetti devastanti sulla sanità pubblica dell’intera provincia”.
Il parlamentare del PdL si è detto pronto a sostenere la rivoluzione contro la chiusura degli ospedali, purchè sia una rivoluzione territoriale e non campanilistica, per recuperare quel rispetto del più alto senso della democrazia partecipata, “tanto decantata da Vendola, ma mai messa in pratica”. “Una battaglia, quella intrapresa contro la chiusura degli ospedali – hanno sottolineato i sindaci Tamburrano e Labalestra – che poteva essere evitata se la Regione non avesse prodotto 900 milioni di euro di buco nel proprio bilancio”.
Intanto, tornando al nosocomio di Mottola, Quero ha chiesto formalmente per iscritto, al presidente Vendola, determinazioni in merito al presente e al futuro della struttura ospedaliera. Ma, ad oggi, ancora nessuna risposta è pervenuta, né dalla Regione Puglia, né, tantomeno, dall’Asl. “L’unica certezza, al momento – ha concluso il primo cittadino di Mottola – è che è già cominciato il trasferimento, in altri plessi ospedalieri, del personale internalizzato dalla Ionica Service”.

Maria Florenzio [Corriere del Giorno]

«Riorganizzare e non chiudere» – Il Pdl difende l’ospedale Pagliari

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Sopralluogo ieri mattina dei parlamentari del Pdl Pietro Franzoso e Lino Nessa e del consigliere regionale Arnaldo Sala all’ospedale «Matteo Pagliari» di Massafra. Una visita nell’ospedale alla luce delle allarmanti previsioni del Piano sanitario regionale che per la struttura prevede la chiusura. Al termine dell’ispezione, guidata dal direttore sanitario del presidio occidentale, Michele Lonoce, la delegazione del Pdl, con i sindaci di Massafra, Martino Tamburrano, Mottola, Giovanni Quero, e Castellaneta, Italo D’Alessandro, ha incontrato la stampa per ribadire il proprio disappunto sulla proposta sanitaria della Regione Puglia per la provincia di Taranto.

«L’offerta relativa all’assistenza sanitaria in Puglia – ha evidenziato Franzoso – non soddisfa le esigenze del territorio. Con il nostro tour nelle strutture ospedaliere vogliamo anche esprimere la nostra solidarietà alle comunità di Massafra e Mottola, le quali, da un lato, si vedono chiudere i propri ospedali, e dall’altro, depotenziare Castellaneta. Se si considera inoltre l’indebolimen – to nell’area orientale di Manduria e la quasi chiusura di Grottaglie, certamente la nostra provincia, in termini di assistenza ospedaliera, non può ritenersi soddisfatta». A Massafra esiste una struttura moderna, recentemente risistemata, con un nuovo quartiere operatorio, privo però di arredo. «La sanità – ha ricordato Franzoso – non ha colori politici, né va in vacanza, per cui occorre quanto prima riorganizzare un’adeguata assistenza sanitaria territoriale e di ospedalizzazione che non deve coincidere obbligatoriamente con la soppressione delle strutture». Franzoso ha chiuso dicendo: «Gli investimenti sulla sanità privata, come quelli sul San Raffaele di Taranto, non devono penalizzare le strutture già esistenti».

Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Lino Nessa, il quale ha bocciato la scelta di favorire la nascita del San Raffaele, precludendo a tutte quelle realtà ospedaliere, che rappresentano una risorsa per il territorio, di rimanere in vita. «Ben venga il San Raffaele – ha concluso Nessa – a patto che l’offerta assistenziale ionica sia ampliata e non contratta».

Arnaldo Sala ha poi ribadito l’importanza della chirurgia oncologica: «La chiusura degli ospedali rappresenta una sconfitta per le comunità territoriali. Abbiamo perplessità – ha dichiarato Sala – quando, a fronte di alcune soppressioni rilevanti, nasce una sanità privata con numeri ridotti che non tiene presente delle eccellenze come la chirurgia toracica e oncologica di cui il territorio neces sita».

Sul piede di guerra i sindaci di Massafra, Mottola e Castellaneta, pronti anche a far scendere in strada i cittadini. «Dopo aver investito notevoli risorse per la ristrutturazione del “Pagliari” – ha puntualizzato il sindaco di Massafra, Martino Tamburrano – è inconcepibile decretarne la chiusura. Non possiamo accettare che un ospedale che in questi anni è stata la fortuna politica per tanta gente solo in termini di promesse, oggi chiuda. Ora – ha terminato Tamburrano – o ci ridanno l’ospedale, o noi faremo le barricate».

Antonello Piccolo [La Gazzetta del Mezzogiorno]

Oggi Franzoso visita l’ospedale con i vertici del Pdl

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Ospedale Matteo Pagliari - Massafra

Oggi alle ore 10.30 il deputato del Pdl Pietro Franzoso e il consigliere regionale Arnaldo Sala saranno all’ospedale di Massafra, «Matteo Pagliari» per un sopralluogo e una conferenza stampa. La visita è dettata dalle allarmanti previsioni del piano sanitario regionale che per la struttura di Massafra prevede la chiusura. All’incontro saranno presenti anche il sindaco di Mas safra, Martino Tamburrano, i sindaci dei comuni del versante occidentale, Mottola, Ginosa, Martina Franca, Castellaneta, Palagianello, il capogruppo del Pdl in Provincia, Giuseppe Cristella. Saranno tra l’altro annunciate iniziative contro la chiusura, dell’ospe d a l e. «E’ una testimonianza – spiega Franzoso -. Voglio essere solidale con i massafresi per il torto che stanno subendo. E poi è una critica agli sperperi della sanità. Dirò chiaramente anche il disastro sulla gestione economico-finanziaria, i debiti che oggi si riverberano sulla cittadinanza pugliese, il doppio danno delle tasse pagate e dei debiti non estinti, ma anzi accresciuti con servizi in termini assistienziali deficitari». Circa i problemi riguardanti il mondo della sanità locale, il Pdl a Massafra punta l’attenzione sul “Pa gliari” proprio per il rischio chiusura. La posizione del partito di maggioranza comunale è forte: per evitare la chiusura occorre puntare sulla realizzazione di un pronto soccorso autonomo e della chirurgia pneumologia, sul ritorno dei reparti di ortopedia e medicina oltre agli opportuni ambulatori. Lo stesso sindaco Tamburra no, nel corso della seduta monotematica, dal titolo «Quale futuro per l’ospedale di Massafra», aveva ricordato le sue «battaglie» per il «Pagliari» e gli atti che ha adottato. Una struttura ospedaliera – secondo il Pdl – che è diventata luogo negli ultimi anni di inau gurazioni «e di baratti perpetrati ai danni di Massafra». Un piano che ancora oggi può essere modificato. Naturalmente l’invito lanciato dallo stesso sindaco mira ad intraprendere un percorso unitario: «Se tutti – ha rimarcato Tamburrano – con onestà e giusta emotività, capendo circostanze e situazioni, lavoreremo all’unisono, renderemo possibile questo progetto e contribuiremo ancora di più alla crescita morale e civile di Massafra».

Antonello Piccolo [La Gazzetta del Mezzogiorno]

«L’ospedale non si taglia senza ascoltarci»

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«Le associazioni della Consulta del Comune di Massafra difendono il diritto alla salute dei massafresi e rifiutano piani di razionalizzazione non concertati con le Amministrazioni locali e con le associazioni di categoria».

Comincia così il documento redatto dalla Consulta al termine di un incontro, moderato da Tiziana Gentile, sul tema “Il diritto alla salute dei massafresi”, occasione di confronto tra i sodalizi della città sul futuro del nosocomio, al quale sono intervenuti, tra gli altri, anche Michele Lonoce, direttore del presidio ospedaliero occidentale dell’Asl di Taranto, il presidente della Consulta Emmanuele La Tanza e l’assessore comunale all’Associazionismo Antonio Cerbino.

Un dibattito dai toni accesi, in certi momenti, che ha prodotto un documento di cui si è dato lettura nel Consiglio comunale monotematico dell’altra sera. Secondo le associazioni di Massafra «non è più garantito il diritto alla salute». «Non è garantito a Massafra, Comune della Provincia di Taranto – spiegano -, dove il rischio salute è più elevato per la presenza di realtà industriali di interesse nazionale ma a forte impatto ambientale e sanitario locale».

«Razionalizzare i posti letto – continuano -, per rientrare nei costi, può essere accettato se si allestisce un sistema organizzato affinché l’assistenza venga garantita a tutti, con facilitazioni che sopperiscano l’eventuale ridimensionamento o scomparsa dell’ospedale. Ci riferiamo in particolare alla salvaguardia dei presidi di pronto intervento con eventuale potenziamento e facilitazione del trasporto dei pazienti, qualora necessitino di prestazioni altrimenti non erogabili. È indispensabile: potenziare e rendere efficienti i servizi di diagnostica d’urgenza, incidere sulle liste di attesa, sulla validazione diagnostica delle strutture ambulatoriali, sulla professionalità e potenziare l’assistenza domiciliare».

Tra le proposte, quella di stipulare una convenzione con il costruendo “San Raffaele” di Taranto e la necessità di realizzare un poliambulatorio specialistico. Le associazioni, infine, invitano i politici massafresi «ad un’azione comune che consenta di assegnare all’ospedale di Massafra un ruolo operativo attivo integrato a pieno titolo nel sistema sanitario provinciale e regionale». «Auspichiamo – concludono – che tutti si responsabilizzino di fronte al diritto alla salute dei massafresi».

Francesca Piccolo [Corriere del Giorno]

Consiglio Comunale Monotematico: “Quale Futuro per l’Ospedale di Massafra”

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Consiglio Comunale Monotematico: “Quale Futuro per l’Ospedale di Massafra” [foto Luigi Serio]
Consiglio Comunale Monotematico: “Quale Futuro per l’Ospedale di Massafra” [foto Luigi Serio]

I lavori (in una affollatissima piazza) sono stati introdotti dal presidente Castiglia, il quale ha evidenziato, con una punta di sconforto e in modo succinto, come Vendola e la sua Regione non siano stati grati a Massafra, una città mai abituata a difendere a denti stretti i suoi diritti. Mi auguro – ha continuato il presidente – che questa sera saremo in grado di tirare fuori, in modo compatto, la nostra rabbia. L’assessore all’Associazionismo, Antonio Cerbino, ha dato lettura di un documento redatto dalla Consulta delle Associazioni, nel quale si chiede di difendere il diritto alla salute dei massafresi, si condanna lo scaricabarile in atto sulla “chiusura” dell’Ospedale, non senza formulare proposte per ridare ruolo e dignità allo stabilimento sanitario. L’assessore Giuseppe Marraffa, con un certosino e puntuale intervento, molto seguito, ha tracciato l’iter che ha condotto alla chiusura dell’Ospedale, affermando chiaramente che le responsabilità di una scelta definita “scellerata” siano esclusivamente ascrivibili alla Regione Puglia e al suo presidente. Marraffa si è soffermato sul buco di 900 milioni di euro creato dall’amministrazione regionale senza rispettare il patto di stabilità. Marraffa ha proposto al sindaco di creare una commissione che vada a discutere con Vendola e Fiore la questione dell’Ospedale di Massafra che se è vero, come è vero che, secondo il Piano Fitto, prevede 120 posti letto, non può essere chiuso. Il capogruppo dell’UDC, Salvatore Fuggiano, ha evidenziato le gravi e pesantissime colpe della regione di Vendola che ha creato enormi buchi economici con pessime condotte amministrative. Inoltre Fuggiano ha puntato il dito in modo deciso contro coloro che si sono disinteressati, pur avendo la possibilità di agire, delle vicende ospedaliere massafresi e ha ricordato gli sprechi milionari di ristrutturazioni per le sale operatorie, ora non utilizzabili. Il consigliere Cosimo Fedele, nel corso di un durissimo intervento, ha fatto un’analisi con causa ed effetto della questione. Ha accusato duramente Vendola e il Pd, soprattutto alcuni rappresentanti locali dei democratici, per aver mistificato la verità e non difeso Massafra. Fedele ha ricordato quante volte, direttamente da Vendola aveva ricevuto assicurazioni sul ritorno dell’Ospedale di Massafra a “struttura di base”. Tutto vano. Anche Fedele ha chiesto di insediare una commissione consiliare che vada a stilare una proposta articolata da presentare al governatore. Il consigliere Zanframundo ha invitato il sindaco a predisporre atti concreti ed ha proposto al consigliere regionale Mazzarano, al consigliere provinciale Miccolis e al sindaco Martino Tamburrano di dimettersi se le proposte provenienti da Massafra non dovessero essere prese in considerazione. Il consigliere Angela Monaco ha sottolineato come le responsabilità siano di molti e, sino a quando non vi sarà una unità d’intenti, sarà difficile ottenere un risultato. Non credo che dimettendosi dalle cariche istituzionali – ha affermato Monaco – si potrà risolvere il problema. Dobbiamo reagire alle violenze perpetrate al nostro territorio. Il consigliere Giuseppe Sportelli ha invitato a mettere da parte le accuse e a dimostrare che la città ha una classe politica capace di creare un tavolo di concertazione e in grado di far sentire la voce massafrese. Facciamo una lotta comune – ha affermato Oronzo De Mita – presidiando l’ospedale. La colpa reale, ha continuato il consigliere, è della politica. Cosimo Semeraro, con sincerità, ha affermato che, al di là di ogni responsabilità, il consigliere regionale Mazzarano, prima di votare il documento finanziario regionale, avrebbe potuto far sentire le ragioni dell’ospedale di Massafra. Semeraro ha concluso il suo intervento chiedendo al sindaco di incontrare il presidente della regione, di avviare ogni azione finalizzata a salvaguardare l’immagine di Massafra e a sottolineare tutti gli sprechi perpetuati all’interno del nosocomio massafrese. L’arch. Giuseppe Cofano si è posto un interrogativo: “ma alla fine la colpa è del cittadino, visto che i politici hanno giustificato le loro azioni?”. Dal 2005 – ha sottolineato Cofano – non esce alcuna voce sull’Ospedale. Nonostante le campagne elettorali siano state fatte negli androni della struttura sanitaria, oggi di questa resta solo un grande ufficio. Non perseveriamo con la polemica – ha continuato Cofano – non servono le sfide dialettiche, ma iniziative forti e autorevoli che facciano sentire la voce della Città, con in testa le istituzioni e con l’appoggio della collettività. L’assessore Giandomenico Pilolli ha dichiarato che tutte le manifestazioni di protesta sono possibili, ma se queste non sono supportate da cifre e dati, sono inutili. Il Piano Fitto – ha detto Pilolli – è ancora valido e pertanto va fatto valere con una concertazione allargata a tutte le forze politiche.

Consiglio Comunale Monotematico: “Quale Futuro per l’Ospedale di Massafra” [foto Luigi Serio]
Consiglio Comunale Monotematico: “Quale Futuro per l’Ospedale di Massafra” [foto Luigi Serio]

La seduta è stata chiusa dal sindaco Martino Tamburrano, che ha ricordato come nel 2006 fu eletto presidente della conferenza dei sindaci per la sanità e successivamente il Consiglio Regionale, con apposito atto lo sostituì alla presidenza. Sono agli atti – ha continuato il sindaco – le mie battaglie sostenute per l’Ospedale di Massafra. Tamburrano ha esaminato in modo certosino e scientifico i vari “passaggi sanitari”, ricordando anche le varie “inaugurazioni” e i “baratti” perpetrati ai danni di Massafra. Il Piano, oggi, si può modificare, ha dichiarato Tamburrano, ed ha affermato che all’assessore regionale alla Sanità, Fiore, presenterà la seguente proposta, dopo averla adeguatamente motivata: la realizzazione di un pronto soccorso autonomo e della chirurgia pneumologica, il ritorno dei reparti di ortopedia e medicina, oltre agli opportuni ambulatori. Se tutti – ha concluso Tamburrano – con onestà e giusta emotività, capendo circostanze e personaggi, lavoreremo all’unisono, renderemo possibile questo progetto e contribuiremo ancora di più alla crescita morale e civile di Massafra.

In apertura di seduta il Consiglio ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria degli ultimi due soldati deceduti in Afghanistan.

Consiglio Comunale Monotematico: “Quale Futuro per l’Ospedale di Massafra” [foto Luigi Serio]
Consiglio Comunale Monotematico: “Quale Futuro per l’Ospedale di Massafra” [foto Luigi Serio]

Consiglio Comunale Monotematico “Ospedale di Massafra”

Consiglio Comunale, Massafra, Sanità 0 Commenti

Ospedale Matteo Pagliari - Massafra

Il Consiglio Comunale è stato convocato, in seduta pubblica e straordinaria, per venerdì 30 luglio 2010 alle ore 19,30, presso Piazza Vittorio Emanuele, per discutere del seguente argomento:

L’Ospedale di Massafra: Quale Futuro?

Mazzarano-Tamburrano duello tutto politico

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Dibattito [foto P. Tristani]
Momento del dibattito [foto P. Tristani]

Nonostante il Castello medievale fosse stracolmo di gente per lo spettacolo teatrale “Casa Stornaiolo” – Tutti pazzi per l’italiano con Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi, il dibattito sul tema “La sanità locale ed il nuovo piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012”, che ha visto confrontarsi il consigliere regionale Michele Mazzarano e il sindaco Martino Tamburrano, ha registrato una buona partecipazione di pubblico.
Un faccia a faccia intenso, in certi momenti, acceso, durato quasi un paio d’ore e moderato dal giornalista Michele Montemurro.
«Sulla questione ospedale – ha esordito il sindaco – sono stato anche un po’ scomposto nelle mie esternazioni ma ero molto arrabbiato perché non si può oggi venire in piazza più volte e continuare a mistificare la verità. Sono tutte cose che hanno colpito l’impegno quotidiano che profondo da tanti anni. Finalmente stasera mi si invita ad una battaglia comune per il bene del paese». E poi giù sulle «promesse fatte da Vendola sull ’ospedale e non mantenute, sulle
inaugurazioni e sugli incontri fatti nel nosocomio in questi anni che hanno illuso una comunità e che hanno fatto le fortune elettorali del centro-sinistra» alle quali il primo cittadino ha sottolineato di non esser mai stato invitato.
«Prima delle elezioni – ha aggiunto – tutti quanti sapevano dell’esistenza di un piano di rientro del settore sanità… Dobbiamo avere la capacità di metterci tutti insieme per cercare di avere un incontro concreto serio con Fiore, Vendola e con quelli che decideranno in questi giorni.
Partiamo da qui e mi avrete affianco con quella disponibilità e con un’umiltà diversa che mi appartiene di più per cercare di portare le nostre ragioni a Bari e, perché no, anche a Roma».
«Ringrazio il sindaco – ha ribattuto Mazzarano – per aver dismesso un atteggiamento insultante e per aver capito che il tema della salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini viene prima di qualsiasi strumentalizzazione politica. L’obiettivo è che ognuno faccia la sua parte perché si salvaguardi quello che è diventato un simbolo, ma non un simbolo di campanile, ma di un’idea di offerta di salute non solo al territorio massafrese ma ad un territorio molto più vasto. Con un approccio critico, io ci sto mettendo la faccia non risparmiando critiche a Vendola e a Fiore. L’assunto di fondo è sbagliato: Vendola, magari, dalla battaglia della contrarietà al piano
Fitto ebbe il valore aggiunto per vincere le elezioni del 2005 ma nel 2010 non è stato così. La misura e la qualità elettorale della vittoria di Vendola prescinde dalla sanità : ha vinto perché ha abbattuto la diossina a Taranto, perché ha saputo incarnare una speranza di cambiamento, perché in cinque anni in tanti settori ha fatto bene. Stamattina ho incontrato Vendola e gli ho detto che nessuno mette in discussione lo stato di necessità della Regione ma il problema è che i parametri vanno cambiati».
Se Mazzarano gli ha rinfacciato di non esser stato convocato in Consiglio comunale come accaduto in altri Comuni; di contro, Tamburrano gli ha replicato di non esser stato invitato alla serata della mobilitazione. «Vediamoci e ragioniamo – ha poi sottolineato Mazzarano -. Dobbiamo fare una battaglia che sia utile per tutti. Quest’ospedale può servire a decongestionare il “Santissima Annunziata”».
Tamburrano ha, invece, lanciato la proposta di mettere a disposizione della Regione le aree demaniali concesse dal governo per salvare l’ospedale. Inevitabilmente, il dibattito ha aperto alla prossima campagna elettorale per le amministrative. «Vorrei tanto confrontarmi con te l’anno prossimo sui programmi », così Tamburrano ha lanciato la sfida a Mazzarano. E il consigliere regionale ha risposto: «Il candidato sindaco che ti fronteggerà lo decideranno gli elettori. Faremo le primarie. Ma io non mi sottrarrò al confronto».
Un “duello” molto atteso che ha visto fronteggiarsi due storie politiche differenti e due stili diversi. Nessuno dei due ha mai abbassato alla guardia.
Neanche per un secondo

Francesca Piccolo – Corriere del Giorno

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