Mai così tanti successi contro la mafia

Berlusconi, Italia, Popolo della Libertà 0 Commenti

polizia

Il Presidente Berlusconi risponde alle infamanti accuse di questi giorni, con una dichiarazione ma soprattutto con i dati delle “cose fatte”. Il Governo del fare è anche il Governo contro la mafia.

Dalla lettura dei quotidiani dei giorni precedenti e anche di oggi appare evidente a ogni persona onesta e di buon senso che ci troviamo di fronte all’attacco piu’ incredibile e ignobile che mi sia stato rivolto nel corso di questi ultimi anni, da quando ho deciso di dedicarmi con tutte le mie forze al bene del mio Paese.

Se c’e’ una persona che per indole, sensibilita’, mentalita’, formazione, cultura e impegno politico, e’ lontanissima dalla mafia, questa persona sono io. Se c’e’ un partito che in questi anni piu’ si e’ distinto nel contrastare la criminalita’ organizzata, questo partito e’ stato Forza Italia e oggi e’ il Popolo della Liberta’, se c’e’ un governo che piu’ di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi piu’ netti e coerenti, questo e’ il mio governo, che sono certo sara’ ricordato anche come il governo che ha lanciato la sfida piu’ determinata alla mafia nella storia della nostra Repubblica.

Piano straordinario antimafia varato dal Governo

foto: carabinieri

Nuovi interventi normativi e organizzativi sono stati presentati dal ministro dell’Interno a Palazzo San Macuto davanti alla Commissione antimafia

Un testo unico contenente tutte le norme antimafia e il potenziamento degli strumenti per l’aggressione dei patrimoni mafiosi: sono due dei punti contenuti nel ‘Piano straordinario antimafia’ che il ministro dell’Interno Maroni ha presentato oggi in audizione alla ‘Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere’.

Il piano che il Governo sta mettendo a punto prevede, secondo quanto illustrato da Maroni, «nuovi interventi sia dal punto di vista normativo che organizzativo» per rendere ancora più efficace la lotta alle organizzazioni criminali, proseguire nel contrasto alle infiltrazioni negli appalti pubblici e potenziare l’aggressione ai patrimoni. «Il meccanismo previsto dalla legge – ha infatti assicurato Maroni – non consentirà che i beni possano essere riacquistati dalla mafia».

Il ministro dell’Interno intende sottoporre nelle prossime settimane il progetto all’esecutivo e, «vista l’eccezionale importanza del piano», ha annunciato che chiederà ai presidenti delle Camere «uno specifico dibattito parlamentare».

Maroni ha poi indicato alcuni dei punti previsti dal piano che, oltre al testo unico contenente tutte le norme antimafia e al potenziamento degli strumenti per l’aggressione dei patrimoni mafiosi, comprende anche la velocizzazione delle procedure per il rilascio del certificato antimafia, un nuovo impulso dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) e l’estensione del ‘modello Caserta’ ad altre realtà territoriali.

Infine, Maroni ha riferito sui risultati ottenuti negli ultimi diciotto mesi di Governo:

  • 377 operazioni di polizia giudiziaria portate a termine (+ 53% rispetto all’analogo periodo precedente)
  • 3.630 arresti (916 per mafia, 751 affiliati alla ‘ndrangheta, 1.465 camorristi e 498 esponenti della criminalità pugliese)
  • 282 latitanti arrestati (+ 87%), 15 dei quali inseriti nello speciale elenco dei 30 ricercati più pericolosi (e 37 nella lista dei 100 superlatitanti).

Scarica il power point con i dati del Ministero dell’Interno

Il governo che governa

Berlusconi, Governo, Italia 0 Commenti

governo

 

Oggi il governo ha approvato lo stato d’emergenza per affrontare le conseguenze del terribile incidente di Viareggio. In queste ore è in corso “L’Aquila Day”, la giornata di studi voluta e promossa dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in accordo e collaborazione con l’Ocse, sulla ricostruzione e lo sviluppo economico delle aree colpite dal terremoto.

 

Ieri il Senato ha approvato definitivamente la legge sulla sicurezza; mercoledì la Camera ha approvato la legge sullo sviluppo; lunedì il premier a Napoli ha fatto il punto sulla soluzione della questione rifiuti e sui benefici che il G8 ha portato sia per La Maddalena che per gli abitanti dell’Aquila. Infine, venerdì scorso il governo ha approvato il nuovo decreto anticrisi per le famiglie e per le imprese.

 

Insomma, governo e maggioranza continuano a lavorare a pieno ritmo, come avvenuto da un anno a questa parte. Alla vigilia del G8, che Berlusconi presiederà per la terza volta, un record assoluto nella storia di questi summit, questa è la migliore risposta a ogni polemica e l’unico modo per onorare l’impegno di governare l’Italia.

BERLUSCONI A ”CHI”: Da Veronica all’inchiesta di Bari

Berlusconi 0 Commenti

85-18-112-138_20096251148231

Ti proponiamo l’intervista di Silvio Berlusconi ad Alfonso Signorini, direttore del settimanale “Chi” 

 

Presidente, partiamo dall’inchiesta di Bari. Lei conosce Patrizia D’Addario?
“Non ne ho alcun ricordo. Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso”.

 

Non si era reso conto che potesse essere una prostituta d’alto bordo che voleva tenderle una trappola?”
Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia”.

 

Ha mai pagato una donna perché restasse con lei?
“Naturalmente no. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c’è il piacere della conquista”.

 

Ha detto che non ricorda il viso di Patrizia D’Addario. Ricorda, invece, Lucia Rossini e Barbara Montereale?
“Incontro ogni giorno decine e decine di persone per le ragioni e le occasioni più diverse. Non voglio far torto a nessuno, ma è evidente che non posso ricordarle tutte”.

 

Come ha conosciuto Gianpaolo Tarantini? Che cosa pensa ora di lui?
“L’ho conosciuto la scorsa estate in Sardegna e mi è stato presentato come un imprenditore serio e stimato. So che in Puglia è conosciuto e stimato da molti. Non avevo mai saputo di inchieste giudiziarie che lo riguardassero. Ora che è al centro di un’indagine penso che per lui, come per ogni cittadino coinvolto in un’azione giudiziaria, debba valere la presunzione di innocenza. Sono un garantista e per questo sospendo ogni giudizio”.

 

Non trova insolito che gli ospiti di Palazzo Grazioli non vengano controllati dagli uomini della vigilanza?
“Nessuno dei miei ospiti è mai stato sottoposto a una perquisizione personale. Se poi qualcuno abusa della mia cortesia e della mia buona fede e viola la mia privacy, questo è un comportamento che squalifica lui, non me”.

 

A proposito di privacy, c’è chi pensa che sia molto strano che il fotografo Antonello Zappadu abbia potuto lavorare indisturbato per tanto tempo attorno a Villa Certosa, la sua residenza in Sardegna, senza che i servizi segreti se ne accorgessero. Lei che risposta si è dato?
“Penso che i servizi segreti siano stati occupati in cose più serie delle foto di Zappadu”.

 

Ritorniamo all’inchiesta di Bari. Chi c’è dietro questa inchiesta secondo lei?
“C’è qualcuno che conosceva molto bene la data delle elezioni a Bari e che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D’Addario”.

 

La famosa “scossa” di D’Alema si riferiva secondo lei a questa inchiesta?
“È a lui che deve chiederlo. Un leader politico normalmente non si occupa di pettegolezzi e di dicerie. Si occupa, invece, di cose concrete”.

 

Francesco Cossiga sul «Corriere della Sera» la esorta a non chiedere scusa a nessuno: secondo lui il privato non influisce sulla vita pubblica. Cosa gli risponde?
“Ringrazio il mio caro amico Cossiga per il suo intervento a mio sostegno. In effetti, io non ho nulla di cui dovermi scusare con nessuno. Non c’è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare. Sono, invece, in tanti, dagli editori ai direttori dei principali quotidiani italiani, che debbono vergognarsi e che dovrebbero scusarsi con me”.

 

Lo faranno secondo lei?
“Non lo faranno, certo. Ma alla fine di questi miserevoli attacchi si ritroveranno con meno credibilità e con meno lettori”.

 

Silvio Berlusconi guiderà il G8 dell’8 luglio?
“Se non defungo prima…” (intanto fa gli scongiuri, ndr).

 

Passiamo al suo incontro con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Un bilancio?
“Molto positivo. Il presidente Obama è persona di grande lucidità, concretezza, simpatia e sense of humour. Ci siamo trovati subito bene insieme. E questo non soltanto perché Stati Uniti e Italia sono da sempre vicini, hanno gli stessi valori, hanno la stessa visione dei principali problemi internazionali, ma anche perché Barack Obama e io abbiamo in comune la stessa cultura del fare, della concretezza”.

 

Quanti saranno i detenuti di Guantanamo che arriveranno in Italia e dove saranno accolti?
“Tre per cominciare. Poi vedremo, in sintonia con gli altri Paesi europei. La decisione su dove accoglierli la assumeranno le autorità di pubblica sicurezza”.

 

Il terremoto in Abruzzo. Perché la ricostruzione procede lentamente?
“Lentamente? Vorrà scherzare. Mai in Italia, e nemmeno nel mondo, si è data una risposta così tempestiva a un’emergenza così grave. Ce lo riconoscono tutti. Entro il 30 novembre quindicimila persone avranno una casa vera, confortevole e addirittura ammobiliata. Le famiglie che usufruiranno di queste case ritorneranno nelle loro vecchie abitazioni quando saranno ricostruite a spese dello Stato. E i nuovi appartamenti diventeranno dei “campus” per gli studenti dell’Università dell’Aquila, che potrà offrire così agli studenti che verranno da tutto il mondo un’ospitalità unica e fantastica”.

 

Ritiene che certa stampa stia strumentalizzando anche il disagio dei terremotati?
“Trovo vergognoso che certa stampa riesca a strumentalizzare persino il disagio e le attese delle vittime del terremoto. Gli italiani hanno dato una grande risposta di civiltà, di unità e di compostezza di fronte alla tragedia del terremoto. Mi piacerebbe che anche la classe politica e la stampa fossero all’altezza del Paese che le esprime”.

 


Si è mai chiesto cosa accadrà al Pdl dopo di lei? Chi è potenzialmente il suo erede?
“Solo i monarchi hanno eredi. Io non sono un monarca, non ho ricevuto investiture se non dalla gente. Sono convinto che il Pdl sarà l’asse portante della politica italiana del XXI secolo, come lo sono stati la Destra storica o la Democrazia cristiana in altre stagioni politiche. E i leader nasceranno, come avviene sempre in politica, sul campo e dal consenso della gente”.

 

Vorrei toccare un tema sul quale lei non si è mai espresso apertamente. Quello di sua moglie Veronica. Molti sperano ancora in una vostra riconciliazione. C’è qualche possibilità che ritorniate a vivere insieme?
“È stata una ferita molto dolorosa. Non so se il tempo potrà rimarginarla. Quello che è certo è che la nostra è stata una grande storia d’amore. E le vere storie d’amore non si cancellano mai”.

 

La separazione da sua moglie ha messo in crisi anche i rapporti tra lei e i vostri figli, Barbara, Eleonora e Luigi?
“Il rapporto che mi lega a loro è più forte di prima. Il dolore per il fango che hanno provato a gettarci addosso ci ha unito ancora di più. La risposta di tutti i miei figli di fronte alle incredibili affermazioni del leader dell’opposizione (Dario Franceschini aveva chiesto pubblicamente agli italiani: “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?”, ndr) è stata per me la più grande gioia da molto tempo a questa parte”.

 

Come hanno reagito i suoi figli di fronte a questa separazione?
“Come ogni figlio. Con dolore, ma anche con rispetto per entrambi i genitori. Hanno confermato di essere ragazzi splendidi, hanno dato prova di grande sensibilità e maturità”.

 

La vediamo in queste pagine in foto privatissime accanto ai suoi nipoti. Pare esserci un grande feeling tra voi.
“Fare il nonno è bellissimo. In un certo senso è perfino meglio che fare il genitore. C’è la stessa dolcezza, ma ci sono meno responsabilità. Ci si può permettere di viziare un nipotino come non si è mai potuto fare con i figli. Tanto ci pensano i genitori a far loro rispettare le regole”.

 

Anche Alessandro, il figlio di sua figlia Barbara, ha doti canore, a giudicare da un’immagine di questo servizio…
“In effetti ha molto senso musicale. Conosce e canta decine di canzoni. La sua sensibilità per la musica, che naturalmente incoraggio in ogni modo, mi fa dire: ’Tutto suo nonno’”.

 

Come convive Berlusconi nonno con il Berlusconi Superman?
“L’idea di avere un nonno Superman piace moltissimo ai miei nipotini, li affascina. Gabriele e Silvio, i figli di Marina, che sono anche loro dei bambini “speciali”, sono convinti per davvero che io sia Superman. Questo mi impone, a volte, delle esibizioni particolari e impegnative. Non le racconto… per amor di patria”.

 

A proposito, è vero che i suoi più stretti collaboratori la chiamano Duracell?
“In mia presenza non osano. Può darsi che tra loro, in privato, succeda. In effetti qualche volta mi accorgo che loro sono esausti, mentre io continuo imperterrito a darmi da fare. Ma sono molto più giovani di me: se ce la faccio io, devono farcela anche loro”.

 

Si favoleggia che Berlusconi dorma pochissime ore a notte. Qual è il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi?
“Mi è stato insegnato a non andare a dormire se c’è anche un solo documento di cui occuparsi sulla scrivania. Ogni sera mi chiedo se ho fatto tutto quello che dovevo fare”.

 

E il primo pensiero della giornata?
“Al risveglio, un grazie per la bellezza della vita. E una sintesi mentale, spesso un po’ preoccupata, di tutto ciò di cui dovrò occuparmi durante la giornata”.

 

Bisogno di vacanze? Dove andrà questa estate?
“Non ho ancora un programma”.

 

Ritornando a Palazzo Grazioli, lei ci ha incontrato anche Fiorello. Che qualche giorno fa, ribadendo con forza «mai più a Mediaset», ha descritto così il vostro incontro: «Avevo davanti il presidente del Consiglio che si occupava di me, un guitto, un saltimbanco, e che mi diceva: “La tua strada è senza ritorno”. Me la sono data a gambe». Che ne pensa?
“Fiorello si è semplicemente dimenticato di avere dichiarato, dopo l’incontro con me, che io gli avevo chiesto di rimanere dov’era. Cioè nel servizio pubblico. Alla Rai”.

 

Da ultimo, in questi mesi così difficili sul piano privato, le è mai capitato di pensare a sua madre?
“Penso a mia madre ogni giorno. In un anno ho perso lei e mia sorella, due delle persone che mi amavano di più. Mia madre mi ha insegnato a non avere paura di nulla, a non farmi scoraggiare da nulla. Io sono molto sereno. Sono triste, ma sereno. E sono convinto che mia madre continui a proteggermi”.

BERLUSCONI: Io non mollo

Berlusconi, Italia, Popolo della Libertà 0 Commenti

“Non mi è mai passato nemmeno per l’anticamera del cervello di mollare .Sono stato responsabilizzato dagli italiani e devo portare avanti il governo del Paese. Solo che, a chi mi chiede di non mollare, io devo rispondere non mollo. Ma non ci ho mai pensato, è escluso dalla mia filosofia, dal mio pensiero e da tutto che io possa prima assumere un impegno e poi lasciare qualcosa che invece sento il dovere e la responsabilità di fare”.

 

Lo ha affermato il presidente Berlusconi che è intervenuto alla trasmissione ’Porta a porta’. Alla domanda del conduttore sull’attuale situazione economica, il premier ha spiegato:  “Con questa crisi che è grave, non muore nessuno perché lo Stato è vicino a chi ha bisogno. Oggi come non mai i cittadini sentono che lo Stato è vicino a chi ha bisogno e quindi non mi risulta ci siano persone in una situazione tale da poter dire abbiamo fame. Oggi non c’è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato”. E ha riconfermato l’impegno per i precari e per i lavoratori a progetto.

 

Circa l’ipotesi di elezioni anticipate, Silvio Berlusconi è stato perentorio:
“Stiamo parlando di storie, è tutta fantapolitica che si trova sui pazzi giornali che ogni giorno dipingono un’Italia che non è reale”.

 

Il presidente ha poi fatto il punto sulla ricostruzione in Abruzzo: “La ricostruzione in Abruzzo è già iniziata a tempo di record. Stiamo gestendo 63 mila sfollati, parte di questi sono nelle tende e il restante negli alberghi sulla costa. C’è un’atmosfera di grande riconoscenza da parte degli abruzzesi per i 10 mila soccorritori che loro definiscono ’i nostri angeli’. La sinistra dice che ci sono persone che reclamano. Non è così quando sono andato a fare il giro nelle tende sono stato abbracciato, baciato e tutti mi hanno trattato sempre bene”.

 

Silvio Berlusconi ha risposto anche ad una domanda sulla odiosa campagna giornalistica che tocca la sua vita privata: “Ci tornerei a quella festa perché avevo fatto una promessa e io mantengo sempre le promesse. Non poteva esserci nulla di piccante”, ha aggiunto il presidente, ribadendo che tutta vicenda sarà “un boomerang” per la sinistra. Berlusconi ha poi ribadito la propria posizione sul delicato tema del rispetto alla privacy: “Ho risposto ad un’unica domanda riguardo l’impossibilità di non andare a quella festa di compleanno. Il resto riguarda il privato di quella famiglia e anche il mio. In Italia la libertà è il fondamento della nostra Costituzione che ha al primo punto la privacy”.

 

Quanto ai rapporti con la Lega, il leader del Pdl ha osservato che il sorpasso della lega sul Pdl “non accadrà”, e anche se dovesse accadere “non cambia nulla”, neanche per le Regionali del 2010 visto che “abbiamo già in mente di dare alla Lega la presidenza del Veneto, ne abbiamo già parlato. “I sondaggi che ho potuto visionare ci danno in vantaggio al Nord rispetto alla Lega”, ha assicurato Berlusconi, e comunque “non accuserei il colpo se un partito territoriale potesse superare in qualche realtà il Pdl, perché è un alleato leale, ho un rapporto straordinario con Bossi e gli altri ministri, e quindi non pavento un risultato che possa dare una posizione migliore alla Lega. Non credo che accadrà, ma non cambia nulla. Abbiamo già per il futuro delle regioni del nord in mente da attribuire alla Lega delle cariche importanti, come la presidenza della Regione Veneto. Ne abbiamo parlato già alcune volte,  naturalmente ne parleremo ancora e questo rientrerà in un piano di accordi complessivi che sono sicuro saranno presi con la soddisfazione di entrambi”.

 

Il presidente del Consiglio ha ribadito che dopo le Europee il Pd si spaccherà in tre pezzi, a causa anche della collocazione europea. “Una parte andrà con Bertinotti e i comunisti, Rutelli farà un suo partito, Letta andrà nell’Udc. Smentiranno pure, ma sono abituati a mistificare la realtà e hanno smentito un sacco di cose che poi sono accadute. Le sembra possibile – ha chiesto Berlusconi a Vespa – che a tre giorni dal voto non c’è un’indicazione precisa e un impegno con gli elettori su dove andranno?”.

 

Berlusconi ha anche annunciato che il governo impugnerà la legge della Regione Toscana sul welfare agli immigrati, che concede ai cittadini privi di permesso di soggiorno il diritto di usufruire dei servizi sanitari e di accedere ai bandi per l’assegnazione degli alloggi pubblici.

 

E il governo continua a mantenere una viva attenzione per il sud. “Abbiamo a disposizione 57 miliardi di fondi per le aree sottosviluppate da poter destinare al Sud. Ventisette miliardi e 700 milioni sono già stati utilizzati ma per il resto, che verrà bloccato con la prossima riunione del Cipe, vogliamo garanzie dalle Regioni affinchè ci presentino dei piani per le infrastrutture. Non vogliamo che questi soldi vengano utilizzati per altre spese come gli stipendi. Siamo riflessivi”. Rispondendo a Bruno Vespa che gli chiede un commento in merito alle critiche della sinistra per l’utilizzo di questi fondi a discapito del Mezzogiorno il premier ha replicato: “Si tratta di una menzogna perché l’85% dei fondi è destinato al Meridione”.

 

Silvio Berlusconi ha infine sottolineato che la sicurezza dei cittadini nelle città italiane verrà ulteriormente rafforzata: “Non ho mai detto che utilizzeremo 70mila militari per la sicurezza nelle città ma, visto che l’esperimento ha dato risultati, contiamo di aumentare via via il numero dei soldati impiegati in queste funzioni. Abbiamo un ampio margine per aumentare i 3.500 soldati che abbiamo impiegato. Crediamo che valga la pena rivedere la situazione delle forze armate per impiegarli nella sicurezza dei cittadini”.

BERLUSCONI: Parlamento pletorico, troppi 630 deputati

Berlusconi, Governo, Italia 0 Commenti

berlusconi-8

“Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa e’ la pura realta’: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti”. Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi all’assemblea di Confindustria nel quale il presidente del Consiglio ha sottolineato come le modalita’ di voto inducano i molti parlamentari  a seguire le indicazioni di voto dei capigruppo.

“I giovani che abbiamo mandato nel Parlamento italiano sono in testa nelle presenze del voto. Ci sono alcuni parlamentari che non si vedono mai, perche’ sono imprenditori, perche’ sono professionisti, e che hanno cose piu’ importanti da fare che stare li per un giorno con le mani dentro la scatoletta del voto e votare cose che nessuno puo’ sapere cosa sono perche’ quando ci sono 400 emendamenti… Come si vota? Immagino lo sappiate: si guarda il capo gruppo che fa un gesto e dice come si deve votare”.

Berlusconi ha poi sottolineato i limiti legati alla funzione e ai poteri del Presidente del Consiglio: ”Il presidente del Consiglio non ha nessuno potere, perche’ la Costituzione e’ stata scritta dopo il ventennio fascista e tutto il potere e’ stato dato al Parlamento che e’ pletorico: sono 630 deputati, ne basterebbero 100 e qualcosa come il Congresso americano”. Anche se per per farlo, ha osservato il nostro presidente, “servirebbe un disegno di legge di iniziativa popolare perche’ non si puo’ chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale”.

In un passaggio del suo intervento, Silvio Berlusconi ha toccato il tema della riforma della giustizia ed ha ribadito:”C’e’ tutto il mio impegno ad andare avanti con la riforma della giustizia penale. Non ci fermeremo, fino a quando avremo diviso l’ordine del magistrati dall’ordine degli accusatori”.gli accusatori, quando andranno a parlare con il magistrato giudicante, dovranno farlo esattamente come lo fa l’avvocato della difesa, cioe’ telefonando, fissando un appuntamento, bussando ad una porta, entrando con il cappello in mano e dandogli del lei. Fino a quando non ci sara’ questa situazione in Italia, nessun cittadino italiano sara’ sicuro di poter avere un giusto processo se accusato di un reato da parte di un pubblico ministero. E’ una questione che riguarda me che sono assolutamente fuori: abbiamo il Lodo Alfano che sposta la prescrizione, ma non si puo’ veramente accettare che succedano in Italia cose del genere”.

I FATTI DEL BUONGOVERNO: Battute tutte le polemiche

Berlusconi, Italia, Popolo della Libertà 0 Commenti

Fatti e polemiche. Tra le due cose, gli italiani ragionano come sempre con la loro testa e continuano a guardare ai primi. Che, sull’immigrazione, sulla sicurezza e sulla legalità, danno ampiamente ragione al governo. Immigrazione: è il fronte caldo anche per le recenti dichiarazioni del ministro della Difesa contro l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati.

La Russa non ha torto quando denuncia i limiti e l’ipocrisia di un organismo capace solo di criticare, e mai di agire per fronteggiare le emergenze umanitarie. Così come non ha torto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che chiede di guardare al sodo, cioè al recente accordo con la Libia che ha permesso di respingere in mare i clandestini riaccompagnandoli al punto di partenza, alle coste africane. Sullo sfondo si intravvede anche un po’ di competizione elettorale in vista delle Europee. Ma di tutto ciò, che cosa conta di più? Che cosa ha capito la gente? Solo questo: che il governo, ormai varato il pacchetto sicurezza, sta facendo sul serio, sia contro la clandestinità sia contro l’illegalità in generale.

Sbarchi massicci come nei mesi scorsi non ce ne sono più stati, né ce ne saranno proseguendo sulla linea della fermezza. Quanto all’opinione degli italiani, l’ultimo sondaggio Ipsos trasmesso il 12 maggio da Ballarò (sede evidentemente non sospetta di berlusconismo), dice che: il 65% dell’opinione pubblica è d’accordo con i rimpatrii forzosi, mentre appena il 32% è contrario; le critiche delle organizzazioni internazionali (Onu, Unione europea) sul rischio che questi clandestini subiscano maltrattamenti nei paesi di origine vengono rigettate dal 54% degli interpellati; appena il 40% gli attribuisce qualche importanza;

Quanto al pacchetto sicurezza:
per il 58% degli interpellati la misura più gradita è l’introduzione del reato di clandestinità;
per il 55% le ronde di cittadini;
per il 33% l’allungamento della permanenza nei centri di identificazione ed espulsione.
Alla domanda “l’introduzione del reato di clandestinità fa scattare l’obbligo di denuncia del pubblico ufficiale; qual è il suo giudizio?”, la risposta è: 59% positivo, 38% negativo.

Quanto al giudizio sull’operato del governo e di Berlusconi:
sul governo, positivo per il 55%, negativo per il 42%
su Berlusconi, positivo per il 55%, negativo per il 41%.
Ripetiamo, il sondaggio era per Ballarò!!! 

Insomma, gli italiani approvano il pacchetto sicurezza ben al di là degli occasionali contrasti nella maggioranza, delle critiche roventi dell’opposizione e della scarsa collaborazione dell’Onu e dell’unione europea. Tuttavia il pacchetto sicurezza non è fatto solo di lotta alla clandestinità, e dunque non è solo opera del ministro Maroni, né “un regalo alla Lega”. Ci sono per esempio le misure contro la guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di droghe. E c’è un deciso giro di vite, con inasprimento delle pene, contro la criminalità organizzata: mafia e camorra.

Cose che è bene ricordare all’opposizione, a certa stampa ed a certi soloni dei talk show e delle piazze, che indulgono a presentare il governo come poco sensibile sul fronte della legalità in generale. I risultati delle forze dell’ordine, in collaborazione con il ministero della Giustizia, del resto parlano da soli. Oggi in Campania sono stati sgominati due clan potentissimi nella camorra, compreso quello, micidiale, dei cosiddetti “scissionisti” dei capi Amato-Di Lauro, operante a Scampia. Arrestato anche Franco Letizia, reggente del clan Bidognetti, braccio operativo dei Casalesi. Michele Bidognetti era stato catturato il 29 aprile. Giuseppe Setola, ricercato dal 2008, è stato preso a febbraio. Si tratta di alcuni boss catalogati dalle forze dell’ordine e della magistratura tra i 50 più pericolosi d’Italia. Sono i protagonisti di Gomorra.

E se ricordiamo che sul finire della precedente legislatura di centrodestra, nel 2006, venne catturato Bernardo Provenzano (l’arresto non venne comunicato sotto elezioni per un eccesso di fair play), c’è da chiedersi che fondamento abbiano le accuse dei Di Pietro, dei Travaglio e della sinistra televisiva-piazzaiola. Forse non guasterebbe una minore timidezza, anche in tv, nel reagire a questa propaganda: il ministro Alfano non si fa intimidire da nessuno, parla attraverso i fatti. Come del resto Maroni. Prendiamo esempio da loro.

La realtà è che il governo è impegnato al massimo sui tre fronti della legalità: clandestini, sicurezza nelle città e malavita organizzata. E, con il pacchetto sicurezza, lo sarà ancora di più. Gli italiani lo hanno capito. I bluff possono andar bene solo  ad AnnoZero.

“Il vero Governo è quello degli enti”

Berlusconi, Italia, Popolo della Libertà 0 Commenti
“]Rana Presidente della Provincia di Taranto [LS]

Rana Presidente della Provincia di Taranto [LS

 

«Stiamo insegnando come si governa il Paese, ma siamo fuori dal potere vero: quello degli enti locali, per la maggior parte dei casi ancora in mano alla sinistra. Alle elezioni di giugno, e poi anche l’anno prossimo alle regionali, abbiamo l’occasione di invertire l’ordine dei fattori. Votare il Popolo delle Libertà e riconquistare la Provincia servirà a rinforzare la sintonia tra l’amministrazione e il Governo, a vantaggio del territorio».

 

Parole e musica di Paolo Romani, viceministro alla comunicazione, intervenuto ieri nella sala convegni del Nautilus alla presentazione dei candidati tarantini del Popolo delle Libertà alle provinciali. Con lui anche l’onorevole Pietro Franzoso, vice coordinatore regionale del partito, quindi i coordinatori provinciali Pietro Lospinuso e Arnaldo Sala, il candidato del centrodestra alla presidenza, Domenico Rana. Il viceministro è intervenuto anche sulla recente polemica relativa all’utilità delle province: «Enti sono fondamentali – ha spiegato – basti pensare che sono di raccordo con tutti i comuni del territorio. Ma ci sono altre realtà come le comunità montane, o le circoscrizioni il cui numero, visto dall’alto, a volte è eccessivo».

 

Poi la lista, connotata, a detta dei relatori, dal rinnovamento e dalla serietà dei candidati, in larga parte professionisti, e giovani imprenditori. «Proponiamo un totale rinnovamento delle persone – ha spiegato Franzoso – ma anche delle modalità di gestione della politica. Votare Pdl significa rafforzare il governo Berlusconi, significa scommettere su una politica che pianifica occasioni reali di sviluppo. Per un progetto che punti a rafforzare le politiche del lavoro, perché lavoro vuol dire dignità ». Quindi Franzoso ha attaccato la gestione della sinistra all’amministrazione provinciale. «La sinistra in questi anni – ha proseguito – è riuscita a perdere i fondi per l’ambiente, ha bloccato il processo di dialogo con l’industria, non ha saputo difendere gli interessi del territorio. Noi in un anno al governo abbiamo creato l’occasione della Zona Franca, sbloccato la procedura per la piastra logistica -che era stata dimenticata in un cassetto del Governo Prodi – accelerando i tempi per lo sviluppo di Taranto e della provincia. La sinistra, invece, è incapace di difendere gli interessi del territorio, basti vedere il trattamento riservato alla nostra provincia in tema di sanità, infrastrutture, viabilità. Tanto per citare». Insomma, secondo i relatori la valenza del voto al Pdl è duplice: crea un asse di continuità con il Governo ed è utile al rinnovamento della politica.

Su questi concetti ha insistito anche Domenico Rana. «É utile creare un’ interlocuzione stabile e continua con il Governo – ha detto – a Taranto abbiamo problemi speciali come il lavoro, il  diritto alla salute e allo studio. Su questo saremo assillanti e chiederemo di collaborare » ha assicurato l’aspirante presidente.

Infine, Pietro Lospinuso che ha presentato i candidati e ha aggiunto: «Al di là di tutte le parole la composizione della lista è la migliore risposta e al tempo stesso la più valida dimostrazione di un autentico innovamento. Si tratta di giovani, tanti, di professionisti, imprenditori, gente che lavora e ha a cuore gli interessi della città. Tutte persone che con Domenico Rana saranno in grado di sviluppare un’azione amministrativa di rilancio e di sviluppo».

 

[ba. scar. - Corriere del Giorno]