luglio 30, 2010
Italia, Popolo della Libertà
0 Commenti
![Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini [foto ANSA] Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini [foto ANSA]](http://www.pdlmassafra.it/wp-content/uploads/2010/07/11d101039e42c1e17bd997dec59a8683_23048.jpg)
ROMA – Alla fine la rottura, quella definitiva, insanabile, e’ arrivata. E le parole – scritte nell’ufficialita’ di un documento votato da 33 membri dell’ufficio politico su 36 – aggettivano pesantemente il solco della crisi. Berlusconi, addirittura, parla di Fini al passato (”i litigi erano un prezzo troppo alto”) e quasi lo deride quando, denunciando il suo venir meno dal ruolo istituzionale, nel documento ricorda con una punta di sarcasmo come il presidente della Camera avesse ”rivendicato il suo ruolo superpartes” solo durante la campagna elettorale delle regionali. Per ”non dare il suo sostegno” al bene comune del partito, rincara. Una terzieta’ a senso unico, insomma, e di comodo, e’ l’accusa di Berlusconi che fa ripercorrere quasi minuto per minuto dettagliatamente tutto il travagliato rapporto con Fini nel documento. Un Fini il cui ”atteggiamento distruttivo non era prevedibile” ma che tuttavia ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio”. Accuse pesanti che quasi fanno passare in secondo piano il deferimento ai probiviri di Granata, Briguglio e Bocchino, annunciato nelle prime righe del documento che poi dedica le sei cartelle solo ad attaccare (con motivazioni) Fini. L’ex leader di An, dunque, e’ fuori dal partito, dunque. Ma fuori anche dalla presidenza della Camera. Un desiderata, questo. Forse solo una richiesta politica ad effetto alla quale, pur indirettamente, Fini risponde seccamente scandendo che la terza carica dello Stato non e’ ”nelle sue disponibilita”’. Una situazione che il Capo dello Stato, si sottolinea in ambienti parlamentari, sta seguendo con attenzione non senza preoccupazione. Intanto la risposta politica dei finiani – costruita pezzo per pezzo durante tutta la giornata – arriva in contemporanea alla conferenza stampa del premier a Palazzo Grazioli e ai primi lanci d’agenzia: dimissioni dal gruppo e formazione di gruppi autonomi. I numeri, almeno quelli fatti circolare alla Camera e al Senato fanno esultare gli uomini vicini a Fini, che ha pero’ deciso di rinviare ad una conferenza stampa da tenere domani la controreplica al Cavaliere. E di argomenti cui ribattere ce ne sono molti: ”dall’assoluta incompatibilita’ delle posizioni dell’On. Fini con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attività politica del Popolo della Libertà”, alla denuncia del venire meno della fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera” fino all’aver volutamente profittato della liberta’ di dissenso nel partito per trasformarla da ”legittima a uno stillicidio di distinguo” finalizzati ad una ”critica demolitoria”. E ci vuole tutta la storia politica e lo sforzo diplomatico di Ignazio La Russa per leggere in quel ‘viene meno allo stato la fiducia’ nei confronti di Fini (unica aggiunta al documento entrato a Palazzo Grazioli) un modo per ”non chiudere la porta a chiave” in faccia all’ex leader di An.
[ANSA]
aprile 27, 2010
Italia, Popolo della Libertà
0 Commenti

- www.postacertificata.gov.it
Possono richiederla 50 mln maggiorenni, ha valore raccomandata
ROMA – E’ partito questa mattina, con la prima iscrizione del ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, il servizio di Posta elettronica certificata (Pec), con valore legale di raccomandata con ricevuta di ritorno, che consente a quasi 50 milioni di italiani maggiorenni di comunicare con la Pubblica amministrazione.
“Un mondo nuovo” ha spiegato Brunetta incontrando i giornalisti “che permetterà ai cittadini un risparmio di tempo e denaro” nella richiesta di informazioni e certificati a vari uffici (dall’anagrafe al catasto, alle Asl), per il momento solo in forma libera perché “per quella in bollo non siamo ancora pronti”. La Pubblica amministrazione sarà “più efficiente” e ci sarà “un gran risparmio di carta” ha aggiunto. Il servizio “PostaCertificat@” è realizzato da Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom: all’iscrizione del ministro negli uffici postali di piazza San Silvestro, nel centro di Roma, erano presenti il presidente di Telecom, Gabriele Galateri di Genola e l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi. Dopo una breve e semplice iscrizione via web, trascorse 24 ore ed entro tre mesi (ma per Brunetta è stato immediato) occorre andare – con documento d’identità usato per la registrazione e codice fiscale più una copia – in uno dei 6.100 uffici postali abilitati al servizio, per l’identificazione e la firma sul modulo di adesione. Entro quest’anno il ministro spera che siano attive dieci milioni di Pec, che “richiede uno-due anni per essere totalmente implementato”.
Due milioni di liberi professionisti l’hanno attivata a partire dal novembre scorso e quasi un milione le imprese hanno già una Pec. Obiettivo di Brunetta è che tutta la Pubblica amministrazione dialoghi via web. Nei prossimi mesi saranno disponibili altri servizi, a pagamento, come la firma digitale tramite smart card. Il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane (mandataria), Telecom Italia e Postecom si è aggiudicato la gara per il servizio di comunicazione elettronica certificata tra Pubblica amministrazione e cittadino – indetta dal ministero – per quattro anni. Per aiutare P.A. e Poste a utilizzare la Pec ci saranno 2.500 agenti Telecom, ha detto Galateri ricordando che “un euro investito in Information Technology ne produce 1,5 di Pil e che Pec e banda larga sono essenziali per creare un ecosistema digitale”.
Oggi il 90% della popolazione ha la banda larga e “siamo al lavoro a livello regionale per svilupparla. Perché la Pec funzioni ci vuole la banda larga”. Sarmi ha sottolineato che “é la prima realizzazione di e-government di tale portata” aggiungendo che al momento i servizi disponibili sono gratuiti ma altri facoltativi verranno offerti a pagamento”.
[ANSA]
aprile 23, 2010
Governo, Italia, Popolo della Libertà
0 Commenti

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.
Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.
Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.
Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.
Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente
1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,
2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,
3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,
4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,
5. a realizzare un Piano per il Sud,
6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,
7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,
8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,
9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.
Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.
Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.
In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.
Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.
Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.
In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.
Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”.
Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.
Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.
La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.
febbraio 22, 2010
Ambiente, Governo, Italia, Popolo della Libertà
0 Commenti

TARANTO – «Il Paese ha bisogno di energia e il ritorno al nucleare è una strategia giusta, ma la Puglia ha già dato il suo contributo dal punto di vista della produzione di energia»: lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, nel corso di una convention a Taranto per le regionali. «Sbaglia chi pensa: mai nel mio giardino. Fa solo demagogia. La scelta del Governo – ha aggiunto Fitto – non fa una grinza, ma la Puglia ha già dato». Fitto ha poi polemizzato con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in particolare sul tema della sanità.
«Il piano sanitario – ha detto – è rimasto lo stesso di cinque anni fa» e «il centrosinistra ha badato più alla comunicazione, spendendo 38 milioni in consulenze, che all’utilizzo dei fondi Fas». Infine Fitto ha rammentato che «le imprese in Puglia sono tartassate da un’Irap altissima e pagano la benzina più che nel resto d’Italia». «Noi – ha concluso il – pensiamo a un nuovo modello di sviluppo. Meno spot e più fatti: un obiettivo che Rocco Palese saprà centrare».
[La Gazzetta del Mezzogiorno]
dicembre 5, 2009
Berlusconi, Italia, Popolo della Libertà
0 Commenti

Il Presidente Berlusconi risponde alle infamanti accuse di questi giorni, con una dichiarazione ma soprattutto con i dati delle “cose fatte”. Il Governo del fare è anche il Governo contro la mafia.
Dalla lettura dei quotidiani dei giorni precedenti e anche di oggi appare evidente a ogni persona onesta e di buon senso che ci troviamo di fronte all’attacco piu’ incredibile e ignobile che mi sia stato rivolto nel corso di questi ultimi anni, da quando ho deciso di dedicarmi con tutte le mie forze al bene del mio Paese.
Se c’e’ una persona che per indole, sensibilita’, mentalita’, formazione, cultura e impegno politico, e’ lontanissima dalla mafia, questa persona sono io. Se c’e’ un partito che in questi anni piu’ si e’ distinto nel contrastare la criminalita’ organizzata, questo partito e’ stato Forza Italia e oggi e’ il Popolo della Liberta’, se c’e’ un governo che piu’ di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi piu’ netti e coerenti, questo e’ il mio governo, che sono certo sara’ ricordato anche come il governo che ha lanciato la sfida piu’ determinata alla mafia nella storia della nostra Repubblica.
Piano straordinario antimafia varato dal Governo

Nuovi interventi normativi e organizzativi sono stati presentati dal ministro dell’Interno a Palazzo San Macuto davanti alla Commissione antimafia
Un testo unico contenente tutte le norme antimafia e il potenziamento degli strumenti per l’aggressione dei patrimoni mafiosi: sono due dei punti contenuti nel ‘Piano straordinario antimafia’ che il ministro dell’Interno Maroni ha presentato oggi in audizione alla ‘Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere’.
Il piano che il Governo sta mettendo a punto prevede, secondo quanto illustrato da Maroni, «nuovi interventi sia dal punto di vista normativo che organizzativo» per rendere ancora più efficace la lotta alle organizzazioni criminali, proseguire nel contrasto alle infiltrazioni negli appalti pubblici e potenziare l’aggressione ai patrimoni. «Il meccanismo previsto dalla legge – ha infatti assicurato Maroni – non consentirà che i beni possano essere riacquistati dalla mafia».
Il ministro dell’Interno intende sottoporre nelle prossime settimane il progetto all’esecutivo e, «vista l’eccezionale importanza del piano», ha annunciato che chiederà ai presidenti delle Camere «uno specifico dibattito parlamentare».
Maroni ha poi indicato alcuni dei punti previsti dal piano che, oltre al testo unico contenente tutte le norme antimafia e al potenziamento degli strumenti per l’aggressione dei patrimoni mafiosi, comprende anche la velocizzazione delle procedure per il rilascio del certificato antimafia, un nuovo impulso dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) e l’estensione del ‘modello Caserta’ ad altre realtà territoriali.
Infine, Maroni ha riferito sui risultati ottenuti negli ultimi diciotto mesi di Governo:
- 377 operazioni di polizia giudiziaria portate a termine (+ 53% rispetto all’analogo periodo precedente)
- 3.630 arresti (916 per mafia, 751 affiliati alla ‘ndrangheta, 1.465 camorristi e 498 esponenti della criminalità pugliese)
- 282 latitanti arrestati (+ 87%), 15 dei quali inseriti nello speciale elenco dei 30 ricercati più pericolosi (e 37 nella lista dei 100 superlatitanti).
Scarica il power point con i dati del Ministero dell’Interno
novembre 7, 2009
Ambiente, Italia, Popolo della Libertà, Turismo
0 Commenti

Sale a 2,785 miliardi di euro il platfond destinato a sostenere le imprese nel settore turistico ricettivo previsto dall’iniziativa “Italia & Turismo”. Il ministro Brambilla ha siglato, il 5 novembre 2009, una serie di accordi con tre nuovi istituti di credito – Banca Nazionale del Lavoro, Monte dei Paschi di Siena e Banca Popolare dell’Emilia Romagna – che si vanno ad aggiungere agli altri cinque gruppi bancari – Banca Intesa San Paolo, Unicredit, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio – già integrati nel progetto.
Il progetto “Italia & turismo”, che era stato presentato il 3 giugno 2009, a Palazzo Chigi, dal presidente del Consiglio Berlusconi e dal ministro Michela Vittoria Brambilla, mira a potenziare lo sviluppo del settore turistico, favorendo l’accesso al credito. “Abbiamo chiaro che il turismo è uno dei settori che possono avere il maggior sviluppo e quindi aumentare la loro quota nel prodotto nazionale” ha detto il premier, ricordando che oggi viaggiano nel mondo 800 milioni di cittadini per turismo e nei prossimi cinque anni la cifra è destinata ad aumentare.
Grazie a questa iniziativa, vengono messe, a disposizione del comparto, ingenti risorse finanziarie aggiuntive, a condizioni particolarmente vantaggiose rispetto all’ordinaria attività creditizia.
Al plafond iniziale di 1,6 miliardi di euro, si sono così sommati altri 1,185 miliardi, destinati al finanziamento di nuovi investimenti nel settore turistico ricettivo, compresi villaggi, agriturismi, campeggi, a sostegno della riqualificazione del settore stesso, anche attraverso il rinnovamento di macchinari e impianti, risparmio energetico, investimenti pubblicitari.
L’operazione, che prevede il coinvolgimento delle associazioni di categoria, tra cui Assoturimo, Confesercenti, Confcommercio, Federturimo, Confindustria, riguarda oltre alle condizioni di credito alle imprese, anche i tempi di risposta ed evasione delle istruttorie di finanziamento, il supporto operativo e “progetti pilota” che accompagneranno le micro e piccole imprese del settore in un percorso di rinnovamento.
Tra gli interventi più urgenti, quelli necessari a destagionalizzare il turismo, cioè estenderlo a tutti i periodi dell’anno, puntando su comparti come il turismo congressuale, culturale, del benessere fisico. Importante anche puntare sulla formazione degli operatori del settore.
I finanziamenti non prevedono importi minimi, ma hanno tetti massimi e tassi di interesse che variano a seconda della banca impegnata nel progetto; la durata, anch’essa variabile, è compresa tra un minimo di sei mesi fino ad un massimo di 20 anni, con la possibilità di un periodo di preammortamento (rate di soli interessi).
settembre 30, 2009
Italia, Massafra, Popolo della Libertà
1 Commento
“]
![Martino Tamburrano [foto di Luigi Serio] Martino Tamburrano [foto di Luigi Serio]](http://www.pdlmassafra.it/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4856-201x300.jpg)
Martino Tamburrano [foto di Luigi Serio
Siamo il Comune più virtuoso della Provincia, dopo la Città di Taranto, ed uno dei più “rispettosi” d’Italia .
Chi parla in questo modo è il soddisfatto sindaco Martino Tamburrano dopo aver appreso dell’ultimo “verdetto” della Conferenza Stato – Città.
In sostanza gli enti che hanno rispettato il “patto di stabilità” nel 2008 e centrato i parametri del DL n. 112/08 (autonomia finanziaria a bassa rigidità strutturale) otterranno un contributo.
Massafra sarà la più premiata della provincia (dopo Taranto) con 225.775 euro.
Il nostro lavoro, i nostri sforzi – dichiara il sindaco Tamburrano – la nostra incessante attività amministrativa ottiene i riconoscimenti sperati e meritati. Nel giro di tre anni abbiamo risollevato le sorti di una Città che appariva amorfa e svuotata di contenuti. Abbiamo ridato dignità ad un territorio, abbiamo risvegliato il senso di appartenenza. Inoltre abbiamo monitorato le varie priorità logistiche e strutturali procedendo ad interventi rapidi, pur con i dovuti tempi burocratici, ed efficaci. Il tutto – ribadisce il sindaco – senza pescare nelle tasche dei cittadini. Le “tasse”, con la mia gestione, non sono mai state aumentate, anzi…
La premialità di 225 mila euro ci consentirà di chiudere importanti opere. Nei prossimi giorni redigeremo un crono programma di interventi finali. L’occasione – continua il sindaco – è propizia anche per far notare la nostra azione amministrativa, così lontana da quella di improvvisati “Silvio Pellico” o di “addottorati” maestrini. Sono le cifre a determinare il totale, specialmente quando queste vengono fuori dalla Conferenza Stato- Città. Certamente ai soliti detrattori questo non farà piacere, ma la nostra soddisfazione è quella di prendere atto della crescita di Massafra. Noi stiamo sempre attenti ai conti: prima, durante e dopo il mandato amministrativo. Senza inseguire “chimere”. La Città stia tranquilla e… virtuosa.
« Previous Entries